Se è vero che mentire è sport mondiale fin dai tempi di Alcibiade (politico ateniese, famoso per aver cambiato più volte partito politico e patria), è anche vero che a tutto c’è un limite prima che gli inganni diventino putridi generando rabbia, delusione e irritazione.
Ingannare, imbrogliare, dissimulare è fenomeno trasversale a ogni tempo e cultura ma, tutto sommato, direbbe qualcuno, sono comportamenti umani e, come tali, c’è persino chi desidera lasciarsi prendere per il c….
Nell’arte menzognera eccellono, com’è noto, i politici da sempre maestri e fantasisti, giocolieri di frottole e fandonie, del resto, se non sai dispensare panzane, spacciandole, con il sangue agli occhi, per verità inoppugnabili ad uso e consumo per plebe adorante e allocchi di turno, è meglio starsene in poltrona e farsi una cultura con il Grande fratello.
La politica italiana, per esempio, è ossessionata da Donald Trump. Non si parla d’altro. E da un certo punto di vista è anche normale, per quel che rappresenta, per quel che fa e per come lo fa […] . A casa nostra, è, dunque, Trump-mania. Tutti imprigionati nella sua narrazione: nella narrazione, non nella fredda analisi della realtà.
La vicenda di Donald Trump e delle sue 1950 dichiarazioni false o ingannevoli nel 2017 rafforza la teoria che, tutto sommato la geeeente , come detto, è questo che vuole…e nel mentre l’economia americana rischia la recessione, il dollaro perde valore, lui non trova di meglio che pubblicare, grazie all’intelligenza artificiale , una foto vestito da Papa irridendo milioni di credenti, importa poco se poi il bilancio dei suoi cento giorni in termini di risultati concreti è pressoché catastrofico, l’ indice di gradimento tra i più bassi registrati da un presidente in questa fase
Spostandoci in ambito condominiale non possiamo non parlare della più trumpiana dei leader europei, proprio lei, la nostra premier, più volte appellata, da vari giornalisti (con notevole malizia..invero ), influencer, ducetta, Thatcher della garbatella e…pinocchietto, del resto, lei con ego espanso, ci mette il carico. Se la suona e se la canta, quando non millanta complotti a suo danno…naturalmente.
Il mare della politica italiana è piatto con i protagonisti fermi sulle loro zattere.
Ecco allora che al netto di dazi, della morte di papa Francesco, dell’Ucraina e del Conclave, la pinocchietta annuncia, due anni fa, il più importante taglio delle tasse degli ultimi decenni, di seguito, lo scorso anno, rincara con una mancia post datata bonus di cento euro slittato a gennaio dell’anno successivo
Quest’anno vige l’impegno a stanziare risorse per la sicurezza sul lavoro. Ma, fatto incontrovertibile, incombe la gigantesca questione salariale che rende l’Italia un unicum europeo, le retribuzioni sono inferiori del 40 per cento rispetto a quelle tedeschi negli stessi settori, si registrano ritardi sul rinnovo dei contratti collettivi. temi questi, che chiamano in causa l’assenza di una politica per la crescita, di una politica industriale e di strategie per il lavoro, in un governo che “narra” molto, ma incide assai poco come misure e riforme.
Ma, il pinocchietto di turno, continua ad affogare nella retorica autocompiaciuta sui presunti risultati “storici” raggiunti in termini ( udite…udite..) di salari e occupazione fregandosene, alla Trump, del cosiddetto principio di lealtà (concetto che implica una condotta basata sulla sincerità, l’assenza di inganni e l’adesione agli impegni assunti. ).


