Premesso, come insegna il buon Lavoisier, che tutto si trasforma e, dunque, anche le classifiche o meglio le posizioni gerarchiche non sfuggono alla legge,
destinate come sono a cambiare, chi risulta ultimo può diventare primo e viceversa , non è tanto l’ ignominiosa posizione che alcune testate giornalistiche, peraltro di nicchia, assegnano alla nostra “ bella “ città CORO, ad indignarmi ma il silenzio, nemmeno assordante, il chetismo piatto, inficiato solo da qualche debole refolo protestatario, robetta, ecco, questo mi lascia non dico basito, ma certamente perplesso.
I cosiddetti ranking, classifiche ordinate dove il punteggio finale che determina la posizione è attribuito a seguito di una comparazione mediante parametri detti anche indicatori, premiano nel bene e nel male, nella fattispecie le città italiane, hanno premiato “nel male “la nostra amata CORO posizionandola addirittura al primo posto tra le dieci citta più brutte d’Italia a braccetto con Gela Piombino, Busto Arsizio, Taranto ( ? ).ecc.
Abituati come siamo a scatenare l’inferno per ogni starnuto, fa specie la reazione a somma zero-
Allora mio chiedo: dove sono le teste d’uovo, gli accademici, gli illuminati? Insomma l’intellighenzia ausonico-bizantina coronesa pronta spesso a discettare del sesso degli angeli?
Conseguentemente un atroce dubbio nasce spontaneo: vuoi vedere che le su menzionate testate online hanno ragione? Che CORO sia veramente la città piu brutta dello stivale. e se lo è, siamo veramente difronte ad un record visto le brutture che ci circondano, per assurgere a tali vette ce ne vuole, occorre impegnarsi non poco.
Proviamo a ragionare a ruota libera.
Perché poi la più brutta? Certo la somma non aiuta CO + RO = Città, ed è proprio in quanto tale che diventa la più brutta.
Se fossimo rimasti “sfusi” come auspica un preistorico campanilistico comitato che non si arrende all’addizione, come sarebbe andata a finire? Probabilmente il RANKING se ne sarebbe impippato visto che “sfusi” saremmo stati derubricati,al massimo, a cittadine.
Rimane l’amletico dubbio di quale delle due conurbazioni ha aggravato la situazione, chi ha aggiunto bruttezza o, per essere benevoli, ha sottratto bellezza tra le due città?
Ma poi quali pietanze possiamo presentare al mondo? Cosa possiamo addurre a nostro merito? Con tutto il rispetto per i due marcatori identitari.. il nostro piatto forte (codice e castello),putrusini in ogni minestra, proposti in tutte le salse, non decollano al di la di Metaponto; montagne, colline, mare, clima che il buondio ci ha regalato e che spesso valorizziamo (se e quando) in modo sbagliato,non bastano, i parametri attrattivi che “fanno” realmente città nel XXI° sec. sono ben altri…e li conosciamo.
Gestione amministrativa oculata, effettiva valorizzazione del patrimonio storico-artistico (quindi, nonostante gli sforzi, c’è ancora qualcosa che non va nel presentare urbi et orbi i nostri tessssori,)
cura del paesaggio naturale (il buondio ha parlato di amministrare non aggredire e distruggere), mancanza di spazi pubblici accoglienti, servizi, dolentissima nota,(sanità, scuola trasporti)…non dico a livello danese o svedese,ma nemmeno da terzo mondo.
A contribuire al degrado sono un mix di fattori dunque, attenzionare e curare solo tre o quattro salotti serve poco o niente quando poi basta deviare dal cosiddetto Centro per piombare,come nel film “Non ci resta che piangere”, nel medioevo (in vero questo avviene anche nelle Metropoli).
È importante sottolineare che la percezione della “bruttezza” è anche soggettiva e può dipendere dal punto di vista di guarda. Tuttavia, i suddetti indicatori possono influire sulla sua qualità della vita. .
Certo molto è cambiato, in positivo, da quando ero adolescente, (anni sessanta) ma, questo, penso, è nella logica dei fatti e dello sviluppo, quello sviluppo che non sempre è progresso come insegna Pasolini.
Archiviamo la razionalità e facciamo parlare il cuore.
Una certezza inamovibile..rimane, adesso che son in parabola discendente , godo e apprezzo ancora di più la mia città; non esito a ritenermi fortunato, dovessi rinascere (la metempsicosi,hai visto mai…anche sottoforma di criceto ) pregherei il buondio di concedermi un altro giro di giostra nella patria Di S. Nilo per guardare ancora e ancora, da quell’incantevole affaccio naturale tra le colline della preSila, il mare Ionio e respirare a pieni polmoni salsedine, profluvi di oleandro e ginestra alla facciaccia di classifiche taroccate e pseudo giornalisti nordisti che nella loro beata ignoranza e superficialità nulla sanno e nulla vedono ignorando cosa perdono. Al cuore Ramon….invitava Clint Eastwood.


