Dice bene l’attento e sensibile Consigliere comunale Tonino Uva, già responsabile del progetto De.Co.Ro, quando denuncia episodi di vandalismo nella nostra città e… dice ancora meglio quando afferma che solo attraverso un impegno condiviso possiamo preservare la bellezza e l’identità della nostra città. Questo è necessario e fondamentale…ma non basta.

Siamo difronte ad un fenomeno che affligge la società e le città.

Quando i “nostri eroi” svalvolati, imbrattatori e distruttori si danno tafazzianamente martellate sugli attributi (chi paga i danni? Se non noi genitori..ma questo agli imbrattatori- distruttori non importa) vuol dire che c’è qualcosa d’importante che non va.

Chi mai distruggerebbe il salotto di casa propria e poi sghignazzando va a farsi una birretta? Pensandoci bene può esserci un’altra lettura.

Gli eroi nostrani imbrattatori vogliono forse dare un generoso contributo affinché Corigliano-Rossano rimanga saldamente in cima alla classifica delle città più brutte …hai visto mai? Potrebbe perdere il lusinghiero primato e dunque contribuiscono a modo loro, d’altronde l’esempio di alcuni “adulti” non è da meno.

Gli atteggiamenti masochistici sono all’ordine del giorno. Alzando l’asticella: cosa ha fatto la camorra alla terra dei loro padri, dove loro stessi sono nati, cresciuti e pasciuti, se non riempire il sottosuolo di tonnellate di materiale tossico a futura ed imperitura memoria.

Ma tornando ai “nostri “: lo sanno chi erano i Vandali? Non proprio gentiluomini oxfordiani.

Erano barbari che invasero l’Impero romano portando guerra e devastazione. Sono questi, certo in formato digitale, i loro modelli.

Il vandalismo è inteso come attacco alla proprietà pubblica e/o privata, spesso è un modo per realizzare un attacco indiretto verso qualcosa e/o qualcuno percepito come distante da sé.

Qual è la motivazione che spinge un soggetto o un gruppo a danneggiare gratuitamente un bene comune?

Tali comportamenti sono spesso considerati come un modo per porsi contro il mondo adulto e le sue regole, rispetto alle quali l’adolescente si sente marginale o comunque poco integrato Le cause del vandalismo sono spesso legate alla mancanza di senso di responsabilià, di senso civico e di rispetto verso le proprietà altrui; rabbia, noia e solitudine fanno da contorno.

E’ un altro modo di assurgere all’onore della cronaca (chi non “assurge”, anche uccidendo, …non esiste), provare sensazioni forti attraverso la trasgressione, affermare la propria identità ed autonomia; è il loro modo di comunicare visto che sono nell’impossibilità di farlo in modo più evoluto attraverso il linguaggio, l’ascolto e il confronto. E qui torniamo all’eterno problema educativo e del come prevenire

Detto che gli atti vandalici sono ben altra cosa dalle civili proteste ( clima..inquinamento..) fatte da giovani ragazzi che vogliano manifestare per salvare il loro futuro e quello dei loro figli, ebbene ricordare che il codice penale presenta due articoli, 635 e 639, (sono stati depenalizzati?) che citano le pene contro i vandali. Dalla gravità dell’atto compiuto dipende l’entità della pena che il vandalo dovrà subire: se compie un atto poco grave rischia dai sei mesi ai tre anni di reclusione, se invece l’atto è più consistente, oltre alla reclusione viene aggiunta anche una multa dai 103 ai 3.000 euro. E’pur vero che, spesso, siamo difronte a montagne di carta inutile, di leggi e leggine inapplicate o solo parzialmente e occasionalmente al dove ndo coglio..coglio.

Certo i sociologi ci spiegano che dietro i vari episodi, come detto, spesso si celano rabbia, indignazione e una forma di incomprensione.

Siamo molto bravi, come al solito, nel diagnosticare, un po’ meno nel curare, (interiorizzare norme e valori, assunzione di responsabilità, proporre alternative, etica della convivenza, gruppi, famiglie, agenzie educative…) Ma..siamo sempre sulla ruota dei criceti.

Conoscere è un conto, mettere in pratica “strumenti e mezzi “per incidere, è un altro. Come spiegare diversamente una deriva ed un imbarbarimento che sta travolgendo tutto e tutti?