E mentre il mondo balla pericolosamente sulla bocca di un vulcano guidato com’è da buffoni e schizofrenici, noi cianciamo di delinquenti che giocano al tiro a segno durante la movida, (problema serio e inquietante ) nonché di cellulari e social ( problema altrettanto serio e inquietante. )
Caso mai ci fossimo illusi sull’estraneità dei bimbi come consumatori di droga, dobbiamo rivedere i nostri clichè anche se,a ben vedere, trattasi non di polverina ma di congegni tecnologici e realtà virtuali e ingannevoli.
Circa un terzo dei ragazzini, a partire dall’età di 11 anni soffre di dipendenza dai social media o dai cellulari. Ne fanno uso in modo compulsivo con rischi di comportamenti o pensieri suicidi, difficoltà emotive, ansia, depressione, ritiro sociale, con buone possibilità di acquisire la “mente cavalletta “:le cavallette,si sa, zompano agendo come una trottola impazzita, ecco, allora che si perde la capacità di pensare perché la mente pensa quando è calma.
Non è tanto importante il tempo totale trascorso davanti agli schermi, ma piuttosto è l’aumento,anno dopo anno, dell’uso compulsivo di questi media a fare la differenza .
La grande utilità dei telefonini impatta negativamente sulle menti fragili. Ne da conferma il periodo della pandemia:i ragazzi con legami reali e solidi lo hanno usato per rimanere in contatto con gli altri,i meno strutturati per isolarsi e alienarsi.
Fatto sta che a Torino (ma poteva succedere ovunque) quando i genitori hanno tolto il telefonino al figlio, (che coraggio..che malvagità, povero figlio ..) è successo l’impensabile.
Il gesto ha scatenato nello “sfortunato” pischello una reazione, di fatto, omologa a quella di ogni tossicodipendente, tanto da dovere andare in pronto soccorso
Il ragazzo presentava gli stessi sintomi di una persona dipendente da sostanze stupefacenti.
L’utilizzo dello smartphone crea un legame con l’oggetto molto simile a quello ottenuto da altre sostanze d’abuso come alcol, sigarette e stupefacenti. Tutte portano a uno stimolo continuo al quale il cervello si abitua e del quale poi sente la necessità.
Se questa”carenza” non è droga, non è nemmeno acqua fresca.
Sono molti i Paesi che stanno adottando limitazioni. Il cellulare è vietato o regolato, per esempio, nelle scuole di Svezia, Finlandia, Olanda e Francia.. che come al solito fanno da apripista.
In Gran Bretagna stanno addirittura pensando a un “coprifuoco digitale” specie per i giovanissimi: il blocco delle app dopo le 22 e durante l’orario scolastico.
E’ una generazione che non ha mai conosciuto la vita senza internet…occorre allora rispondere ai rischi, con quali risultati non sappiamo.
La stessa demografia non aiuta. Difronte a tanti vecchi ci sono pochi bambini quasi tutti figli unici.
Cosa fare per proteggere come i panda questi nostri figli e nipoti?


