Ricorre il prossimo 26 c.m. la Festa Religiosa di San Nilo, ora Protettore di Rossano, il quale tanti e tanti anni fa, proprio da Rossano, sua città bizantina, si trasferì, come migrante, come rifugiato e come missionario, a Grottaferrata.

Lui, da migrante, varca i confini del suolo natìo in ricerca di benessere, da rifugiato per evitare conflitti da persecuzione e da missionario per l’Annuncio del Vangelo.

Noi tutti, in Corigliano Rossano, credenti sempre nella Salvezza, nell’Oggi della Storia, sentiamo il dovere civico e morale, in questo momento storico di presenza, fra noi, di tanti migranti, di tanti rifugiati e di pochi missionari, di sollecitare, in nome del nostro Santo, le Maestranze locali e regionali, a ruoli, non mediatici, ma di maggiore responsabilità, perché sia garantito a tutti il diritto a rimanere sul proprio suolo natio, per un futuro migliore.

Da cristiani e credenti , attanagliati da tanti nostri problemi locali, non possiamo continuare solo a tacere e a rimanere spettatori televisivi, in silenzio, facendo così mancare il nostro sostegno reale, morale e anche politico a tanta derelitta umanità, sradicata dalla loro terra,.

Non possiamo fare festa al nostro Santo , ex-paesano e ora proclamato Patrone Protettore della nostra Città, limitandoci solamente a quel gesto simbolico di affidare a Lui le Chiavi della Città, quasi per consegnare tutto a Lui e volerci noi così scrollare da ogni nostro impegno di responsabilità nella promozione e nella liberazione umana.

Non dimentichiamo mai che noi tutti siamo ” stranieri nel mondo”, nel quale viviamo, perché la nostra terra, che amiamo, è ” dono ” del Creatore e ci viene da Lui affidata unicamente in comodato gratuito, ma di cui ci sarà chiesto conto e saremo valutati solo se saggi amministratori di ogni bene.

Corigliano Rossano 22,09,2025, ( Franco Palmisano)