Le onnipresenti analisi sociologiche, gli immancabili report zeppi di dati e statistiche, le noiose, ripetitive e sterili trasmissioni televisive d’inchiesta all’eterna ricerca di scoop, fosse anche l’uomo che morde il cane, atte a titillare l’ego dei soliti noti, esibizionisti pronti a presentare l’ultimo libro ( ormai tutti scrivono e nessuno legge ) in un’ editoria blindata a uso e consumo di pseudo scrittori ( è impressionante per es. il giro delle “sette chiese” di un noto giornalista ogni qualvolta scopiazza un libro un mese sì e l’altro pure..), e intanto i nostri giovani sono sempre più soli.

Il fatto è che la maggior parte si illude di avere amici a iosa e colloqui ricchi e fruttuosi con i genitori…insomma si sente incluso, accettato e bene inserito il tutto perché…è connesso Acca 24.

Cosa stiamo facendo per i nostri adolescenti sempre più soli e prigionieri dei loro mondi alternativi?

Molti autorevoli studi, (e cosa se non. Il medico studia e l’ammalato muore), indicano, ormai chiaramente come, un utilizzo tecnologico spropositato, stia modificando non solo determinate aree del cervello ma anche la loro forma e organizzazione.

I cambiamenti negli stili di vita, l’uso dei social media e la progressiva riduzione degli spazi di aggregazione giovanile (esistono ancora gli oratori? E se esistono..funzionano? Sembra che quei “bravi” ragazzi monzesi che a Milano hanno spedito,a vita, su una sedia a rotelle, un loro coetaneo, abbiano frequentato l’oratorio), hanno reso più difficile creare e mantenere relazioni autentiche.

Sempre più connessi e sempre più soli.

Anche le difficoltà nelle relazioni sociali giocano un ruolo fondamentale. Alcuni adolescenti hanno maggiori problemi nel costruire amicizie o si trovano in ambienti scolastici ( ah..la Scuola..)poco inclusivi.

Oltre agli effetti psicologici, la solitudine può incidere anche sul rendimento scolastico.

Gli adolescenti che si sentono soli tendono ad avere minore concentrazione, difficoltà nell’apprendimento e una maggiore propensione all’abbandono scolastico. L’assenza di relazioni significative influisce negativamente sulla motivazione e sulla capacità

Il bullismo, ( ci risiamo..)sia nella sua forma tradizionale che in quella online, può aggravare la percezione di solitudine e portare a una progressiva chiusura in sé stessi. Inoltre, cambiamenti importanti nella vita, come un trasferimento in un’altra città o la separazione dei genitori, possono generare incertezze e rendere più difficile l’integrazione in nuovi contesti.

La solitudine non è solo un sentimento passeggero. Se protratta nel tempo, può avere effetti profondi sulla salute mentale e fisica .per lo sviluppo di ansia, depressione e comportamenti autolesionistici.

Le aspettative sociali rappresentano un ulteriore ostacolo. Gli adolescenti spesso si sentono sotto pressione per conformarsi a determinati modelli di comportamento, e chi non riesce a rispettare questi standard può sviluppare insicurezze che lo portano ad allontanarsi dagli altri, di affrontare le difficoltà quotidiane.

In Italia diventare adulti richiede sempre più tempo e il percorso di transizione all’età adulta si allunga.

Oggi ci si laurea in media a 25 anni, si lascia la casa dei genitori a 30,1 anni, il primo matrimonio arriva a 36,9 e il primo figlio ai 32,6 della donna.  

Sulla cronologia della vita, in pratica, tutte le tappe fondamentali che scandiscono la crescita si sono spostate più in là di qualche anno. […]In vent’anni l’Italia ha perso il 26,6% dei giovani. […]

E allora cosa possiamo fare?