Quest’anno, addì 25 novembre, è risuonato, nella nostra Comunità, il grido appassionato della nostra ” concittadina” Prof.ssa Pina Mengano Amarelli, Vicaria dell’Associazione A.N.D.E.,
affinché la Festa della ” Parità di Genere contro le violenze femminili” non sia più solo una frequentazione simbolica , ma soprattutto impegno quotidiano.
Il futuro delle donne non si costruisce celebrando quindi anniversari ( 25 novembre), ma applicando, nel presente, quei principi validissimi che portano al rispetto e al superamento di ogni regressione culturale.
Nella stessa nostra Chiesa Cattolica, nonostante qualche recente apertura , purtroppo si continua a respirare un’ atmosfera maschilista, che rigetta come non corrispondente alla Rivelazione che ci possa essere, per esempio, una promozione del Presbiterio anche al femminile.
Esperti esegeti affermano che Gesù , Sacerdote, non ha istituito però un sacerdozio presbiterale al maschile, ma Lui ha indicato un *Gruppo di Fraternità* per costruire il Regno di Dio, senza volontà di far primeggiare mai gli uni sugli altri.
C’é stata poi la prassi ecclesiale che ha ritenuto opportuno che nella comunità ci sia * la guida*, per cui è venuto fuori la necessità del ” presbitero” ( non di sesso ma di saggezza !), per coordinare la trasmissione della Parola e presiedere l’Eucarestia.
Perché dunque oggi dopo l’Evento del Concilio Ecumenico Vat.II , una Donna, sapiente e preparata, non può , se capace, essere inviata dalla Chiesa a guidare una Comunità verso la Pienezza della Vita, spiegando la Parola di Dio o amministrando Sacramenti?
Riecheggia l’eco del saluto del compianto Papa Francesco rivolto da Lui alla Direzione del Comitato “Donne-Chiesa-Mondo” come viene riportato poi dall’Osservatore Romano in data 05.03.2023.
” Le donne hanno una capacità di gestire e di pensare totalmente differente dagli uomini e a volte , direi, superiore agli uomini.
Lo si nota anche nei dicasteri del Vaticano, in quanto là dove sono state inserite anche donne si cambia e si va avanti tranquillamente .
La donna ha la capacità di avere tre linguaggi insieme: quello della mente, quello del cuore e quello delle mani.
Lei pensa quello che sente, sente quello che pensa e fa quello che sente e pensa , e… questo è meraviglioso!”
Non si può dunque più aspettare, nella Comunità cristiana, una maggiore illuminazione dello Spirito Santo, sulla figura del” presbitero” non più ingabbiata nel sesso e nel culto, ma soprattutto nella saggezza, nella capacità di preghiera, nel discernimento, nell’ annuncio e nell’ ascolto.
Ora questi atteggiamenti sono presenti anche nel* Genio della Donna*, creatura tanto amata, accolta e rivalutata” dal Dio di Gesù dei Vangeli. ( Lc.10,38-42),
Corigliano Rossano 27.11.2025.( Franco Palmisano)


