Durante la Quaresima. noi cristiani veniamo invitati dalla Chiesa a “Convertirci nel Regno di Dio , ( Mt.4,17;Mc.1,15)” per diventare noi stessi quel “Regno”, instaurato da Gesù e che, con Lui. si fa, in noi, Tempo e Storia.
In questo Regno il discepolo non è colui che si mostra Cristiano ma colui che vive l’Invito alla stessa Spiritualità di Gesù.
*Cercate il Regno di Dio e la sua Giustizia (Mt.6,33)*
Non basta, allora in Quaresima ripresentare e rappresentare con stantii Riti, la Morte redentrice dello stesso Cristo e la sua Risurrezione , professando formule dogmatiche e praticando sacramenti e sacramentali gestiti da ecclesiastici, ma * accogliere* quel Gesù che ci chiede *Vigilanza* per la Conversione nel Regno di Dio.
” Siate pronti con le vesti strette ai fianchi e le lampade accese (Lc.12,35)”
Non è però questione di forma, ma di stile e di disposizione di mente a vivere la Spiritualità del Gesù , all’insegna dell’armonia e dell’autenticità , cercando e praticando soprattutto la bellezza nel fare il bene.
Nella nostra Comunità, si può continuare a definirci cristiani, solo se viviamo la sua Spiritualità, ritornando ad essere anche profondamente *giusti*.
Convertirci pertanto ad essere veri discepoli di quel Gesù, nutrendo ,con Lui e come Lui, la sua stessa passione apocalittica, la sua ansiosa inquietudine, il suo spirito di ribellione, la sua misericordiosa protesta,, la sua volontà di cambiamento, il suo coraggio per la verità, la sua opposizione ai tanti poteri, anche locali, che cristallizzano tante ingiustizie in questa nostra società.
Purtroppo avviene tra noi oggi quello che è avvenuto in 2000 anni di Cristianesimo in tante Piattaforme ecclesiastiche di tutto il mondo in cui si assiste a nessun cambiamento, in un bieco e apatico conservatorismo che sfocia spesso nel più blasfemo affarismo.
Si entra nel Regno a noi Vicino, solo se diventiamo noi stessi Regno di Dio , portando a Compimento il Progetto di Vita dello stesso Creatore.
Tale Progetto di Regno si fonda non sul Potere dell’accumulo, ma sulla Carità della condivisione, non nel Salire più in alto per meglio comandare sugli altri, ma nello Scendere per meglio mettersi al sevizio degli ultimi per favorire Promozione e Liberazione umana verso la Vita in Pienezza.
Corigliano Rossano 28.02..2026 (Franco Palmisano).


