Noi tutti, anche dalla locale Comunità, in Corigliano Rossano, ascoltiamo, mediaticamente, ogni domenica, il grido microfonato di Papa Leone che invoca pace a tanti belligeranti in ogni Angolo dell’Universo.

La stessa nostra Nazione Italiana , inviando armi alla resistenza , è diventata belligerante perché è vero che non combatte direttamente, ma contribuisce purtroppo alla carneficina di tanta povera gente.

Come cristiani noi facciamo riferimento anche alla Dottrina della Chiesa Cattolica , che considera la possibilità della difesa armata, solo però quando vi è oppressione per cui giustifica l’invio di armamenti .( CCC.2310)

Tuttavia, noi ,come battezzati siamo solo inviati ad essere sempre , anche in questo particolare Momento storico, ” I Beati Costruttori di Pace” per essere poi chiamati i Figli di Dio, ( Mt.5,9).

E’ doveroso dunque cercare, sempre e solo, strade diplomatiche per difendersi dall’invasore.

Gesù, quando ci propone il comandamento dell’amore, esclude sempre ogni violenza contro chi ci fa del male, per cui il ” non uccidere ” non è un optional, ma un imperativo morale.

Noi siamo seguaci di quel Gesù ,che al momento del suo arresto, non vuole nessuna difesa e intima ai suoi discepoli, pur armati, di non usare la spada, perché solo con la * non violenza* si interrompe la *violenza.*( Gv. 18,10-11).

Noi, oggi, stiamo però vivendo la nostra fede in una situazione esistenziale, contradditoria e lancinante, perché, fedeli al Cristo accogliamo l’annuncio non violento del suo Vangelo, ma accettando l’insegnamento del Catechismo della Chiesa Cattolica e partecipando ad una guerra, che si ritiene ” giusta “, noi collaboriamo , anche se ,indirettamente, a seminare distruzione e morte.

No! la Pace, qualsiasi Pace , se non è Utopia. si fonda unicamente non sul Silenzio del Rumore delle armi , ma solo sulla Promozione della Carità, della Verità ,della Giustizia e della Libertà.

Corigliano Rossano , 03.03.2026( Franco Palmisano)