La Fede di noi cristiani non si evince dalla fedeltà alla Dottrina della Chiesa o dal rispetto dei Comandamenti di Dio o dall’osservanza religiosa di consuetudini locali, ma solo dalla nostra Capacità di promuovere la liberazione umana in ogni angolo del nostro quartiere.

Fede ” è *fidarsi* talmente di Dio ( Genitore!), da non preoccuparsi più dei propri bisogni, ma confidare, da figli, solo in Lui (Mt.10,7-8;Lc.6,38) , per essere poi noi, liberi e pronti, ad occuparci solo delle altrui necessità.

Abbassare quindi il nostro sguardo , non per *declamare* e *commiserare*, ma per venire, concretamente , in aiuto a quanti, nei vicoli umani , nelle porte accanto alle nostre, attendono nostri gesti per vivere più dignitosamente.

Non basta più continuare ad acclamare “Signore Signore” e neppure continuare a profetare o confutare avversari nel Nome di Dio oppure compiere prodigi nel Suo nome, ma è necessario essere noi tutti non ” Costruttori del Nulla ( Mt.7,23) ma Operatori di Pace ( Mt.5,9), cioè Comunicatori di vita.

Il Signore Gesù Risorto dona Pace, cioè, Vita a chi comunica vita.

“Gesù dice ai suoi : Pace a Voi. come il Padre manda me , cosi IO mando voi. Ricevete lo Spirito Santo. (Gv.20,21)”.

Più allora noi credenti , in una Comunità, ci facciamo vita per gli altri e più permettiamo al ” Dio dei Viventi ” di comunicarci vita e vita indistruttibile.

La percezione di questa Comunicazione * di Vita * da parte di Dio , è per noi * Esperienza di Risurrezione*, cioè una ” Nuova Creazione (Mt. 19,18)” : *il Paradiso.*

Il Paradiso. quell’impensato che da noi va , tante volte, pensato e desiderato, è Partecipare, già nell’Oggi , alla Vita Eterna di Dio.

“Venite , benedetti dal Padre mio, ricevete in eredità il Regno preparato per voi fin dalla Creazione del mondo ( Mt.25,34)”.

Corigliano Rossano, 10 marzo 2026. (Franco Palmisano):