Oggi, 13 marzo noi cristiani anche nella nostra Comunità , seguendo mediaticamente le notizie drammatiche che ci giungono soprattutto dal Medio Oriente, siamo invitati dalla Presidenza della C.E.I e in comunione con la Chiesa Universale, ad un Giorno di Preghiera e di Digiuno per la Pace.
Sfogliando, in questi giorni , a Corigliano Rossano, il nostro ” Codex , non solo per ” ammirarlo e contemplarlo”, ma per” accoglierlo” vivamente come Vangelo, vi si scorge che gli Evangelisti raccontano che Gesù , in contatto con il Padre, non propone ai suoi schemi di preghiere o inviti a digiuni per la pace, ma solo il “Padre Nostro”, che poi non è neppure una Preghiera, ma solo una Formula di accettazione delle Beatitudini.
Gesù nel suo continuo peregrinare non digiuna, ma fa più pranzi che miracoli, tant’è che corre la diceria che Lui sia un ghiottone e un beone amico di pubblicani e peccatori ( Mt.11,19) e quando chiama il pubblicano Matteo ( Mt.9,10) non lo manda prima nel deserto a fare un giorno di digiuno o di preghiera , ma lo invita solo a seguirlo e , per l’occasione, viene preparato un lauto pranzo conviviale.
Risulta dai Vangeli che Gesù digiuna, nel Deserto per 40 giorni ma il suo non è un digiuno religioso di ascesi per invocare aiuto dal suo Dio ma è un Racconto, dell’Evangelista, per dimostrare che Gesù non è inferiore a Mosè, che digiunò sul Monte Sinai. in attesa delle Tavole dei Comandamenti.
Gesù lo dice espressamente ( Mt.9,15 ) che il giorno del digiuno è quando ci viene a mancare una persona cara, con cui abbiamo fatto un tratto di storia insieme e , in quel giorno, ci si blocca lo stomaco e non si ha voglia di mangiare.
Gesù è Pienezza di vita e, a noi suoi seguaci , non propone preghiere, suppliche e digiuni , ma ci invia solo a farci, come Lui, servitori dell’umanità nell’Oggi della Storia, per condividere il pane e sperimentare , nel quotidiano, la Prossimità di un Dio, Genitore , che ci ama , così come siamo, immeritatamente e incondizionatamente.
Noi siamo solo degli ” inviati” a prendere, oggi, per mano, altri credenti di altre fedi religiose o non affatto credenti, per far comprendere a tutti che ” la PACE ” ( per noi Dono di Dio) non è solo assenza di guerre, ma “bene essenziale ed esistenziale”.
Tale bene non va barattato e imposto con la violenza, reazionaria e fazionaria, dai potenti di turno , anche purtroppo locali, secondo convenienze di politica contingente.
Non va auspicata con “invocazione religiose” o con ” digiuni vanitosi”, ma promossa, con la liberazione umana, nello sviluppo sociale del nostro Pianeta, negli angoli remoti dei nostri quartieri, dove ancora il ricco, con lo sfruttamento delle risorse ambientali e con l’oppressione dei poveri, diventa sempre più spavaldamente ricco, mentre il povero diventa sempre più povero e per lui ogni giorno è giorno di preghiera e di digiuno, ma ” senza pace”
.Non c’è Pace , senza Carità , senza Verità, senza Giustizia e senza Libertà.
Corigliano Rossano , 13. 03 2026 . ( Franco Palmisano)


