A prescindere, dunque. Cosa ne sa la casalinga di Voghera o lo zappatore del Petraro? Se è il sì o il no a prevalere cosa gliene cale al popolo sovrano? Una martellante e, ormai, insopportabile informazione ( si fa per dire ), a colpi di vota sì, vota no, alimenta l’inganno, la confusione, l’annebbiamento e il rompimento di p.., giornali e mass media ci danno dentro che è una bellezza.

Farsi un’idea, certo, è possibile, ma chi ha voglia e tempo di approfondire e realmente, dico realmente, informarsi, discernere, capirci qualcosa. Il primo passaggio, a mio parere, è quello di creare blackout, resettare e archiviare tutta la paccottiglia informativa corrente che altro non fa che “mulicàre”.
Chi avrà voglia di recarsi alle urne lo fa con le intenzioni più buone di questo mondo, convinto di votare con cognizione, responsabilità e consapevolezza. Non so quanti, intontiti e tirati da ogni parte, conoscono realmente quali problemi di giustizia ci sono nel calderone, chissà cosa penserebbero se sapessero che in realtà ( questo è il mio parere…e non solo…) i veri cancri della giustizia non vengono nemmeno sfiorati, che il popolo sovrano viene strumentalizzato per gli ambigui, a volte sporchi disegni ad uso interno. Quanti, dei cinquanta milioni di elettori, sanno cos’è un referendum confermativo e magari il nome del Presidente della Repubblica ?
Chi, malauguratamente, ha avuto a che fare con giudici e sentenze, faldoni e parcelle, legulei e azzeccagarbugli, respirando la mefitica aria dei tribunali e precipitando in un tunnel senza uscita, quanto gliene può importare della separazione delle carriere,( piaceva tanto al “caro” Silvio )della riforma del CSM, del sorteggio, dell’alta corte disciplinare ?
Questi problemi, la suddetta casalinga e il suddetto zappatore, li lasciano volentieri alla politica, alla destra alla sinistra, al centro, che si scannassero tra loro!
Ben altra sarebbe una vera riforma della giustizia, ma i nostri se ne guardano bene dal metterci mano, col cavolo che vengono affrontati i veri problemi strutturali come la lunghezza dei processi che sviliscono, chi capita nel tritacarne, a livello economico, psicologico, fisiologico, con vittorie alla Pirro; la certezza della pena e le relative prescrizione che consentono al reo di irridere giustizia e parti lese; e la carenza del personale: questa la vera riforma che potrebbe far decidere lo zappatore del Petraro e la casalinga di Voghera di alzare il sedere ed andare convintamente a votare.
Ed ecco, allora, che il carrello della spesa è sempre più vuoto, il prezzo dei carburanti ( complice uno psicopatico che guida le sorti di questo povero pianeta ) sempre più alto, gli zingari continueranno a rubare, ladri e spacciatori a moltiplicarsi come batteri purulenti, gli innocenti saranno condannati per errore, i bambini continueranno a rimanere nel bosco, i figli espatriati vedranno l’Italia con sempre più nostalgia, gli imprenditori continueranno i loro affari all’estero e gli stipendi continueranno ad essere i più bassi d’Europa, e sì perché il nocciolo è sempre quello, referendum o non referendum, non è l’impianto normativo che fa la differenza, ma il cuore dell’uomo e, meno male, che il sole continua a sorgere.