Mancava solo lui. Adesso è stato arruolato e, la formazione del “Male assoluto”, è al completo. Si tratta nientemeno che dell’Anticristo. L’Anticristo com’è noto (il catechismo l’abbiamo frequentato tutti) è una figura biblica che si oppone a Gesù Cristo, nega la sua divinità o tenta di sostituirsi a Lui.

Rappresenta la negazione del Messia, l’inganno e la malvagità suprema.
Ora, dopo aver accumulato miliardi, i nuovi profeti big tech della Silicon Valley, tecno-destra, cercano un ruolo storico, si sentono chiamati a una missione più grande, inventano una religione.
Questi arrembanti miliardari, intendo Musk, Bezos, Zuckerberg e compagnia, con Trump alla Casa Bianca, non hanno nulla di cui preoccuparsi.
Tra i “poveracci “menzionati, c’è un “certo” Peter Thiel, cofondatore di PayPal e Palantir (gigantesca azienda di controllo dati) che, forse per gioco o forse per amore ( Dalla docet ), o semplicemente per noia,  va in giro per il pianeta a predicare strampalate teorie.
Secondo lui l’umanità si troverebbe di fronte a un’alternativa binaria e terribile “Ozymandias o la guerra nucleare”, “Anticristo o Armageddon”.
Ma procediamo con calma, cercando di non attorcigliarsi…possibilmente.

Ozymandias è il nome greco del faraone egizio Ramsete II, simboleggia la caducità del potere, la vanità dell’arroganza umana e l’inesorabile scorrere del tempo che distrugge anche le opere più grandiose, riducendole in rovine abbandonate nel deserto. 
La sfida posta da Thiel non oppone più democrazia e autoritarismo: assume la forma di una scelta escatologica riassunta in modo binario, appunto.
Ma oltre ai suddetti termini apocalittici, ne appare un altro: katechon.
Anche questo è un concetto biblico e teologico, nonché politico. Indica la forza frenante che impedisce la manifestazione definitiva dell’Anticristo e, di conseguenza, la fine dei tempi.
Originato dalla Seconda Lettera ai Tessalonicesi di San Paolo, simboleggia un potere che ritarda l’apocalisse. E qui comincia a venire il mal di testa.
Fiero e convinto oppositore dell’ideologia woke (per intenderci la consapevolezza accesa e costante nei confronti delle ingiustizie sociali, in particolare razzismo, disuguaglianze di genere e discriminazioni LGBTQIA+), Peter Thiel non crede che l’Umanità possa essere redenta: né sul piano spirituale, né su quello civile. Ogni limite — ideologico e tecnologico — è stato superato. Postula, perciò, la necessità di superare le forme classiche di governance — democrazia, stato di diritto, welfare, etc. — a vantaggio di una ristretta superplutocrazia ( e te pareva !) in cui dovranno saldarsi e concentrarsi illimitati poteri politici, finanziari e tecnologici, con l’obiettivo di sorvegliare e custodire l’Umanità dall’avvento dell’Anticristo che Thiel identifica in chiunque opponga un limite al progresso illimitato.
In un recente passaggio a Roma ha tenuto una serie di lezioni sull’Anticristo scivolando tra il misteriosofico e la catechesi.
Thiel utilizza categorie religiose per interpretare il presente. La tecnologia diventa così uno strumento che lo fa sentire infallibile perché, a suo dire, la salvezza può venire solo da un potere centralizzato: «Non credo più che libertà e democrazia siano compatibili». Il «Governo mondiale» che vi appare, promettendo un ordine assoluto al prezzo della libertà, diventa per lui la rappresentazione perfetta di un katechon secolarizzato: un potere che trattiene il caos.
L’apocalisse che egli invoca non è la fine del tempo. È soltanto la fine di un tempo: una distruzione necessaria per purificare il sistema e rilanciare l’eterno ritorno della violenza fondatrice. Ecco allora che Palantir diventa la «Casa di Salomone» che conferisce a un’élite un quasi-potere divino di sorveglianza e previsione La tecnologia si confonde con la teologia, l’ingegneria del software con l’ingegneria delle anime. La difesa dei monopoli e l’alibi della sicurezza generano un potere smisurato e la logica dell’algoritmo cede il posto all’immaginario dell’onnipotenza.
È evidente che questo “potente “miliardario ha perduto ogni fiducia nell’Umanità e teme le conseguenze che possono derivare da questa condizione.
 
Dopo aver accumulato miliardi, i nuovi profeti, finanziatori di Trump ( il che è tutto dire ) cercano un ruolo storico, si sentono chiamati a una missione più grande, inventano una religione.

Penso che questo possa bastare per evitare cefalee a grappolo
Quello che al “nostro” , volutamente, sfugge, facendolo affondare nelle tenebre, se proprio la vogliamo mettere sul piano della teologia, e che lui guarda il “Golgota senza Risurrezione”. Non vede l’aurora. Vede la morte incipiente. Non vede la vita. Per questo la sua risposta è distruttiva. Non perché egli sia cinico, ma perché ha smarrito la speranza.
Per noi cristiani c’è un’unica via possibile : Cristo. Lui ci ha redenti. Ed è per questo che non temiamo alcuno Anticristo.