
di Enrico Iemboli
Viaggio nei problemi del mondo contemporaneo.
Presso il Circolo Culturale Rossanese si è svolto il convegno sui problemi del mondo contemporaneo visti dal punto fisico, biologico e sociale organizzato dal Rotary Club Rossano Bisantium con il Circolo Culturale Rossanese.
Antonio Guarascio presidente del Circolo e Pasquale DiVico presidente del Rotary Club hanno portato i saluti istituzionali delle due associazioni lasciando al socio Rosario Aloe di introdurre i lavori.
Relatore della serata Giosuè Giovinazzo, anche lui socio del Rotary e del Circolo, il quale ha parlato dell’architettura dell’invisibile e con linguaggio semplice ha spiegato la complessità del tema rendendo l’argomento abbastanza comprensibile ai presenti.
Giovinazzo ha parlato della danza degli atomi, delle cellule e delle persone facendo rilevare come tutto è tenuto insieme ed ha aggiunto che la complessità del mondo contemporaneo fa preoccupare uomini e scienziati.
Il cambiamento climatico, le disuguaglianze economiche, l’automazione e l’intelligenza artificiale richiedono ormai nuove competenze oltre che azioni internazionali coordinate e sostenibili in relazione ai conflitti e alle migrazioni.
Per dare risposte occorre la collaborazione tra i simili e la scienza, per questo obiettivo occorre educare alla consapevolezza in modo che si faciliti la comprensione dei problemi e delle loro implicazioni; ritiene altresì necessaria la cooperazione tra Stati per facilitare le soluzioni che ormai sono e devono essere a livello globale e non per singole nazioni o singoli popoli. Inoltre, per trovare soluzioni sostenibili, è necessario utilizzare le tecnologie a disposizione e creare politiche che promuovano l’equità e la giustizia sociale.
Il mondo fisico -riferisce Giovinazzo- è governato da leggi universali, come per esempio la gravità che regolano i fenomeni naturali, così come è risaputo che gli organismi sono sistemi complessi che emergono dall’interazione tra componenti biologiche, facendo a tal proposito l’esempio tra cellule e molecole.
Le stesse società umane sono sistemi complessi che scaturiscono dall’interazione di individui, di gruppi e di istituzioni e che la relazione tra queste complessità è caratterizzata dall’emergenza, dalla interconnessione e dalla mancanza di linearità in quanto piccole cause possono avere grandi effetti. Inoltre, in quanto sistemi complessi, sono adattabili e possono evolversi in risposta ai cambiamenti ambientali.
Quale è il ruolo dell’uomo in questo quadro?
Giovinazzo premette che l’uomo è un soggetto attivo e responsabile, capace di adattarsi e rinnovare per creare un futuro migliore per sé e per gli altri, ha quindi un ruolo “multifacetato”.
Avviandosi verso le conclusioni e parlando della dimensione fisica, il relatore ha introdotto il concetto delle regole del gioco partendo dalla considerazione che la materia è al centro di tutto e la complessità fisica insegna che non viviamo in un meccanismo ad orologeria prevedibile, ma in un universo regolato da leggi che spesso non sono lineari e che spesso piccoli cambiamenti nelle condizioni iniziali possono generale effetti macroscopici e imprevedibili.
Altro elemento secondo lui da considerare è il limite biologico in quanto l’ambiente non è un deposito di risorse ma un supporto che definisce i confini entro i quali la vita e l’economia possono esistere.
In questo quadro non è da sottovalutare il “fattore umano” che influisce nella dimensione sociale, visto che aggiunge uno strato di complessità soggettiva fatta di cultura, economia, politica ed etica.
Secondo il relatore Giovinazzo, per il futuro, bisogna cercare un equilibrio tra giustizia e sopravvivenza, in considerazione che la complessità sociale impone di coordinare miliardi di volontà individuali all’interno di limiti fisici e ambientali.
Enrico Iemboli

