È dire che quattro secoli prima, nello stesso luogo, le autorità cattoliche costrinsero Galileo Galilei ad abiurare la sua convinzione che il sole — e non la Terra — fosse il centro dell’universo, adesso, il Vaticano vi svolge i Minerva Dialogues

-i dialoghi di Minerva ( il nome deriva dal convento domenicano romano della Minerva, luogo in cui si è svolto il primo incontro) conferenze annuali a porte chiuse..potenza dei tempi che cambiano!
In questi incontri, frutto ormai di un decennio di scambi tra Silicon Valley e la Chiesa cattolica, i più eminenti tecnologi si confrontano con la più antica Istituzione del mondo.
Sembra che Big Tech e la Chiesa cattolica abbiano qualcosa da guadagnare l’una dall’altra.
Scandali e secolarismo hanno minato il cattolicesimo della sua autorità morale, tanto da apparire oggi irrilevante, a molti ,in Occidente, di conseguenza, secondo i beni informati, questo connubio con la Silicon Valley, offre alla Chiesa l’opportunità di riconquistare influenza e sostenere la propria tesi secondo cui il mondo secolare ha bisogno del cattolicesimo per affrontare le questioni morali ed esistenziali sollevate dall’intelligenza artificiale.
Certo rimangono “divergenze” di non poco conto.
Per es. la Silicon Valley tende a valutare i problemi etici concentrandosi sulle conseguenze misurabili .
L’etica cristiana considera «non solo gli esiti di un’azione ma anche i valori in gioco e i doveri che derivano da quei valori», come ha detto Papa Francesco in un discorso del 2024 sull’intelligenza artificiale.
Molti di quei valori si fondano sull’idea, fondamentale per noi cattolici, che gli esseri umani abbiano una dignità e un valore unici.
Alcuni esponenti della Silicon Valley pongono l’accento sull’intelligenza al di sopra di tutto il resto, arrivando a considerare il corpo secondario rispetto alla mente.
I cosiddetti transumanisti sognano di eliminare del tutto il corpo caricando la propria coscienza in un computer.
I cattolici offrono una visione contraria, sostenendo che il corpo sia essenziale per la persona umana.
D’altronde senza confrontarsi, per decenni, la Chiesa non ha fatto altro che accelerare il proprio declino in tutto l’Occidente, la partecipazione è crollata e la crisi degli abusi sessuali, come detto, ha eroso la sua autorità morale.
Un gruppo molto ristretto di leader potrebbe influenzare il modo in cui gli 1,4 miliardi di cattolici del mondo usano l’intelligenza artificiale, dando a Big Tech ampie ragioni per cercare la fiducia di quei leader.
Nonostante l’enorme quantità di dibattito, dunque, sull’intelligenza artificiale, il mondo ha raggiunto ben poco consenso su come promuovere la “fioritura” umana.
I leader politici americani sono giustamente preoccupati di come vincere la corsa agli armamenti dell’intelligenza artificiale con la Cina, ma si dedica un pensiero pubblico di gran lunga insufficiente al tipo di mondo che gli Stati Uniti dovrebbero costruire se vincessero.
Non è una coincidenza: il cattolicesimo è la religione globale più centralizzata.
Molti leader cattolici ( sicuramente i più illuminati )vedono nella rivoluzione dell’intelligenza artificiale un’opportunità per cominciare a riconquistare quell’autorità.
Certo, il ruolo della Chiesa è consultivo più che autoritativo: «Non vogliamo imporre; vogliamo solo proporre».
  Questo modello ha già funzionato per la Chiesa in passato. Quando la Rivoluzione industriale immiseriva i lavoratori del XIX secolo, Papa Leone XIII difese il loro diritto a organizzarsi in sindacato e a ricevere un salario dignitoso in un’epoca in cui queste idee erano largamente considerate radicali.
Sono temi alquanto ostici e barbosi, per addetti, difficilmente fruibili per chi naviga ossessivamente su social e reel, cercando come aggiustare un lavandino o scaricare gratis app di vario tipo informandoci puntigliosamente di nascite, compleanni, crociere, anniversari e selfie a ripetizione; per chi non ha capacità di critica, di approfondimento possedendo concentrazione da pesce rosso, ma tant’ è ,volendo o nolente è con questi problemi che, tra non molto, le varie generazioni di tutte le lettere dell’alfabeto, dovranno fare i conti.