A Corigliano-Rossano è arrivato il momento in cui i simboli smettono di essere istituzioni e diventano maschere da indossare.
La fascia tricolore – che per legge è il distintivo del Sindaco – viene ormai indossata con la disinvoltura tipica della normalità da assessori, consiglieri e delegati. Non in casi eccezionali.

Non per funzioni specifiche. Ma quasi sistematicamente, ogni volta che il Sindaco non è presente. Il problema è che questa prassi non è solo discutibile, è semplicemente illegittima. La confusione nasce da un’idea assolutamente sbagliata: qualsiasi rappresentante del Comune può indossare la fascia.
Ma la legge dice altro: l’articolo 50 del D.Lgs. 267/2000 è chiarissimo: la fascia tricolore è il distintivo del Sindaco. Non dell’ente,non della maggioranza, non di chi è “delegato”. Non è un simbolo collettivo bensì un segno personale e istituzionale. Il Ministero dell’Interno lo ha ribadito più volte: in caso di assenza del Sindaco, la fascia può essere indossata solo dal Vicesindaco. Non da assessori, non da consiglieri. Non da figure ibride nate nelle pieghe della politica locale.

Eppure, a Corigliano-Rossano, questo principio sembra sospeso.

L’unico caso previsto dalla legge per poter delegare l’uso della fascia è per agire come Ufficiale di Stato Civile esclusivamente durante la celebrazione di matrimoni o la costituzione di unioni civili.

Un abuso diventato consuetudine.

Basta osservare le cerimonie pubbliche: inaugurazioni, commemorazioni, eventi istituzionali.
Il copione è sempre lo stesso: il Sindaco non c’è, arriva un delegato e indossa la fascia, come se fosse un pass.
Come se bastasse “rappresentare” per legittimarsi. Ma la fascia non è un lasciapassare, è un simbolo della Repubblica. Se lo declassiamo a oggetto da indossare a turno, perde il suo significato.

Il danno non è estetico, è istituzionale.

Qualcuno potrebbe dire: è solo una formalità. Non lo è.

Quando chiunque indossa la fascia, il ruolo del Sindaco si svuota e la rappresentanza si trasforma in esibizione.

E il vero problema è che nessuno mette un limite.

Se questa prassi continua, è perché nessuno la ferma. Non la ferma la struttura amministrativa, che spesso rinuncia a esercitare un ruolo di garanzia. Non la ferma il Sindaco, perché conviene distribuire visibilità. E così si consolida un’abitudine che diventa regola, anche se la regola dice proprio il contrario.

A Corigliano-Rossano, oggi, chi difende il significato della fascia tricolore?

Perché continuare a tollerare questo uso improprio significa che i simboli contano meno della visibilità e, ancor peggio, che l’istituzione possa essere piegata alla comodità del momento.

La fascia tricolore non è un accessorio. Non è un premio. Non è un favore politico. È il segno del Sindaco. E se tutti la indossano, allora non rappresenta più nessuno.

Corigliano-Rossano domani