La resa dei conti

Per anni, avendo goduto del privilegio di “predicare” da una cattedra, ho cercato di sensibilizzare generazioni di alunni preadolescenti , sulla pericolosità del global warming. Più di trent’anni fa, quando solo la stampa specialistica ne parlava, assente persino i mass media, mi resi conto verso quale baratro ci stavamo avviando, e mentre , sistematicamente, dell’argomento facevo il centro delle mie lezioni, mi chiedevo “ma i ragazzi capiscono ? Mi ascoltano? Li sto forse annoiando?

 Si rendono conto che è in gioco il loro futuro o pensano stia descrivendo uno dei tanti film catastrofici con effetti speciali ? “Poi mi consolavo pensando che se anche uno soltanto avesse compreso quello che stava avvenendo e avesse dedicato, in futuro , competenze e professionalità a questo problema, sarebbe stato già un successo. Allora gli scienziati sembravano parlare “tra loro”, discettavano di un pericolo alquanto remoto ( come remoti possono sembrare per gli essere umani 100 anni). Poi, qualcosa cambiò ( sempre nell’indifferenza dei più ), man mano rivedevano i calcoli ed invece di cento anni , riducevano a 50, poi 40 in un crescendo catastrofico che ormai avviluppa tutti.
Adesso si parla addirittura di “sesta estinzione”- La stessa autrice, Elizabeth Kolbert, afferma :”Quello di estinzione è forse il primo concetto scientifico con cui devono vedersela i bambini di oggi”
Infatti, sempre più raffinati studi paleontologici contemporanei hanno evidenziato, nella storia della vita sul nostro pianeta ,almeno cinque estinzioni di massa : i “ Big Five”, come vengono chiamati.
Sono stato uno dei primi insegnanti a proiettare nella “mia “ scuola lo splendido film di Al Gore An Inconvenient Truth- Una scomoda verità quando ancora non era nemmeno sottotitolato in italiano, e poi
Before the Flood- Punto di non ritorno di Leonardo Di Caprio, spero che altri Istituti ( se ancora non l’hanno fatto ) seguano l’esempio.
Oggi il presidente della società meteorologica italiana Luca Mercalli, parla di “situazione irreparabile….da poco l’orologio dell’apocalisse ha aggiunto il cambiamento climatico come secondo rischio che potrebbe portare alla nostra distruzione. Oggi è il momento più vicino al collasso dell’umanità di sempre…..è giusto spaventare perché la situazione è drammatica “
Sono almeno quarant’anni che sappiamo cosa dobbiamo e possiamo fare,per ridurre l’impatto dell’uomo sull’ambiente e contrastare il cambiamento climatico, in merito esiste una letteratura vastissima.
Perché abbiamo vissuto ( e viviamo ) con la “ Sindrome del Titanic” ? ( la tendenza ad ignorare i segnali più o meno evidenti di difficoltà facendo invece finta che tutto proceda bene. )
Perché quando si parla futuro ( specie remoto )non frega niente a nessuno! Meglio la gallina oggi che l’uovo domani, adesso e subito … di doma non c’è certezza , in barba alle generazioni che verranno.
Quello che appariva lontano ed incerto è ormai drammaticamente presente
Manca una visione di prospettiva e soprattutto una mobilitazione di intellettuali che permetta di alzare lo sguardo al di la del contingente
Se poi, i cosiddetti “potenti della Terra” -vedi Trump e Bolsonaro-presidente brasiliano che ha permesso di riaprire il saccheggio della foresta amazzonica- se ne impippano allegramente, la frittata è completa.
( A qualcuno viene in mente, per caso, di scegliere politici che hanno una nuova visione della sostenibilità ambientale? Occhio, dunque, alle elezioni di Maggio )
E’ paradossale come i veri problemi siano sommersi da paccottiglia, varietà, show, partite, festival…e così via.
Adesso arriva Greta Thunberg, l’attivista svedese , giovane promotrice delle marce dei giovani per il clima in tutta Europa , in odore di Nobel, e ben venga se riesce meglio a dialogare con i suoi coetanei.
Ma sarà anche questo un fuoco di paglia? Può una ragazzina riuscire dove hanno fallito premi Nobel, Conferenze ( Tokio…Parigi..), me lo auguro con tutto il cuore, l’esperienza, purtroppo vira verso il pessimismo.
Rimane come spada di Damocle una crescita che non può continuare in modo così abnorme. Come si può pensare ad un progresso infinito in un mondo finito ?

Aldo Lucisano
 

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