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Indagine sui carabinieri di Cirò, coinvolti anche militari di Corigliano e Rossano

Il maresciallo maggiore Diego Annibale (comandante di stazione, 48 anni di La Spezia), l’appuntato scelto Marco D’Aluisio (42, di Brindisi), il maresciallo ordinario Alessio Mutasci (28, di Taranto), Florenzo Leo (34, di Grottaglie), il carabiniere scelto Pierpaolo Le Fosse (35, di Rossano), Michele Palmieri (36, di Corigliano). 

Truffa, falso, corruzione per atti contrari a dovere d'ufficio, rivelazione del segreto d'ufficio, peculato: sono diciotto i capi d'imputazione che la Procura della Repubblica di Crotone contesta a questi sei carabinieri (cinque dei quali in servizio alla caserma di Cirò) che hanno ricevuto un avviso di conclusione indagini nell'ambito di una delicata inchiesta condotta dagli stessi militari della Compagnia di Cirò Marina al comando del capitano Alessandro Epifanio. In conseguenza dell’inchiesta i carabinieri sono stati già trasferiti ed hanno lasciato Cirò.

Tra gli indagati figura il comandante di stazione del centro collinare Diego Annibale che deve rispondere, oltre che di truffa, falso e rivelazione del segreto d'ufficio, anche di corruzione. Il sottufficiale è accusato, tra le altre cose, di aver manipolato un'informativa richiesta per il rilascio di un porto d'armi, sminuendo la gravità del reato per il quale il richiedente (L. F.) era stato condannato, ricevendo in cambio del favore una cassetta d'arancia. Lo stesso maresciallo maggiore, inoltre, avrebbe omesso di riferire in un'altra informativa richiesta per concedere sempre un porto d'armi che lo stesso richiedente (F. V.) è il fratello di un noto pregiudicato di 'ndrangheta (L. V.), considerato affiliato alla cosca di Cirò. In questo secondo caso il sottufficiale dell'Arma avrebbe avuto in regalo alcuni carichi di legna da ardere. Ma Annibale è accusato anche di aver rivelato a una dirigente del Comune di Cirò che era arrivata dal Comando provinciale dell'Arma di Crotone una richiesta di informazioni sul conto della stessa dirigente, destinata al Tribunale di sorveglianza ed alla Prefettura di Catanzaro.
Inoltre, nell'avviso di conclusione indagini sono contestati diversi presunti episodi di falso allo stesso Annibale e agli altri indagati che avrebbero commesso tra il 2017 e quest'anno: il comandante Annibale avrebbe omesso di variare il memoriale di servizio a suo piacimento, scrivendo di turni mai svolti, ma anche di turni iniziati con netto ritardo o terminati con netto anticipo. Con la complicità dell’appuntato scelto Leo, ma anche in un'altra occasione del maresciallo Mustasci ed in un'altra ancora dell'appuntato scelto D'Aulisio, il comandante Annibale avrebbe falsificato il memoriale del servizio giornaliero, figurando impegnato in un servizio perlustrativo a Cirò o nel controllo di soggetti sottoposti a misure restrittive, quando in realtà era a casa sua a Cirò Marina. Citato nell'avviso conclusione indagini anche un altro episodio che coinvolge lo stesso comandante Annibale, il carabiniere scelto Le Fosse e con loro anche il Maresciallo Mutasci: i tre nella medesima serata, con l’auto di servizio, sarebbero andati a cena in un ristorante e per non destare sospetti, avrebbero parcheggiato il veicolo sul retro. Il servizio previsto quella sera sarebbe dovuto essere svolto dalle 20.00 alle 24.00, ma in realtà si svolse solo per due ore.
Fabio Pistoia

 

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