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Corigliano-Rossano | Il killer che doveva uccidere Russo messo in fuga da inaspettate presenze

‘Ndrangheta: nei drammatici frangenti di venerdì sera un gruppo di consiglieri comunali appena uscito da una riunione

Forse due sicari. O forse soltanto uno. La mano ferma e decisa d’uno soltanto, però, impugnava l’arma che ha fatto quattro volte fuoco contro il parabrezza della Fiat Multipla grigia metallizzata al cui posto di guida s’era appena seduto il 37enne Domenico Russo dopo aver aperto e richiuso lo sportello. Il suo o i suoi carnefici l’attendevano da tempo, in silenzio, probabilmente in un vicolo vicinissimo al posto dov’era parcheggiata la vettura, vicino casa della stessa vittima predestinata. Un angolo nascosto, ma dal quale lo stesso o gli stessi killer aveva o avevano una visuale perfetta. E non appena Domenico ‘U chiattu è apparso davanti allo sportello della sua auto, da solo, l’ha aperto ed ha guadagnato l’abitacolo, in un batter d’occhio l’uomo armato di quel potente revolver

- con ogni probabilità una pistola calibro 38 - gli s’è presentato a una certa distanza, da una posizione più alta di lui, ma comunque davanti al vetro anteriore dell’auto e con la pistola ben puntata. LEGGI ARTICOLO COMPLETO

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