Medici: dispenser di ricette

Penso che la stragrande maggioranza dei discepoli di Ippocrate svolgano il loro faticoso e delicato lavoro ( altri direbbero missione) con scienza e coscienza. Tuttavia, nella stessa categoria ( altri direbbero lobby) si annida un nutrito drappello che cosa giusta farebbe se appendesse lo stetoscopio al chiodo. Vuoi per stanchezza routinaria, vuoi per autoreferenzialità farlocca e senso di onnipotenza, vuoi per menefreghismo e e deontologia alle ortiche, questi ultimi si appalesano ormai come semplici robot, dispensatori di ricette, a volte standardizzate e preconfezionate ( basta pigiare un tasto sull’onnipotente computer ).

Lo scribacchino elettronico, non guarda nemmeno più chi gli sta di fronte : povero , disorientato e ansioso paziente, sforna ricette ad uso industriale, in concorrenza diretta con “La prova del cuoco”.
Credo sia un fenomeno globale di paziente ridotto a numero in dimensione orwelliana.
Anche da noi ( caso mai dovessimo rimanere indietro ), nella efficientissima terza città della Calabria che ,simpaticamente , il dott. Panio chiama Corissano, pullulano gli scribacchini elettronici
Dicono coloro che parlano bene : “ Il medico di base non è solo colui che compila e fornisce ricette per farmaci o prescrizioni per visite o analisi, ma assume nei riguardi dei cittadini che lo scelgono la responsabilità complessiva in ordine alla tutela della loro salute, con compiti diagnostici, terapeutici, riabilitativi, preventivi,individuali e familiari e di educazione sanitaria…deve tenere ed aggiornare pere ogni assistito una scheda sanitaria che presenti un preciso quadro anamnestico, aggiornata di visita in visita e che traccia un percorso degli avvenimenti che riguardano lo stato di salute, eventuali ricoveri, interventi, le terapie svolte, ecc..
Una delle qualità essenziali del medico è l’interesse per l’uomo, in quanto il segreto della cura del paziente è averne cura ( Dr. Francis Peabody- XIX SEC ).
Tutto questo vi risulta ?
Esiste un progressivo distacco del paziente verso alcuni medici satolli di “assistiti” e di conto in banca; pazienti che non vengono seguiti,li si lascia spesso soli nel decidere la direzione da prendere rispetto alla propria malattia ( è facile fare il medico così, altro che massimale di 1500 pazienti, se ne potrebbero prendere anche il doppio….come il dott. Guido Tersilli Alias Alberto Sordi )
Cosa succede a allora ?
Se si è in possesso di un minimo di “capacità culturali”
a)- Si smanetta su Internet alla ricerca di cure e risposte attinenti la propria patologia ;
b) Si innesca il “ passaparola” degli amici alla ricerca del miglior specialista e delle migliori cure;
c)- Chi può, chiede consiglio ad altri medici di Base ( amici)
d) Si mette mano al portafoglio…ed inizia l’”Odissea”
Quanti possono fare questo ? Chi non può economicamente, socialmente, culturalmente, si metta l’anima in pace, prenoti un lotto di terreno nel più vicino cimitero.
Il nostro “padreterno scribacchino”, non ha tempo, altri pazienti bussano, altre ricette da dispensare altri soldi da incassare.

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