Quartiere Gran Sasso in rivolta

16 luglio 2019 L'esasperazione si concretizza nei gesti estremi :gli abitanti del quartiere Gran Sasso scendono in strada ed occupano Via Dei Normanni chiudendo la viabilità con dei cassonetti. Non se ne può più .La dignità umana si rispecchia nell'ambiente che ci circonda, e qui purtroppo di dignità non ve ne è ombra perché celata dal degrado e dall'abbandono. Il tempo non va misurato in ore e minuti, ma in trasformazioni (Fabrizio Caramagna).Qui il tempo si è fermato a 20 anni fa o anche più e di trasformazioni non ve ne è traccia. 

Si accavallano i tempi ,le forze politiche ,le normative ,i sindaci…ma nel quartiere Gran Sasso tutto rimane immutato .E non servono denunce , articoli di giornali , stalkerizzazione alla polizia municipale: i quartieri Aterp sono di competenza aliena ed è difficile, se non impossibile , interloquire con qualcuno che sia in grado di fornire risposte e soluzioni .Perché è così difficile scalfire una burocrazia così palesemente corrotta che imprigiona le persone oneste costringendole a vivere all'ombra dell' inciviltà e dell' illegalità e lascia crogiolare i disonesti, gli sciatti, gli incivili. Perché? La gente è stanca : si assiste inerti ad una monopolizzazione irreale , inadatta ad una società “civile" proiettata verso il 2020. Sono anni che questi quartieri si pongono come “entità” a sé stanti di cui nessuno si assume responsabilità e controllo. Sono trascorsi 2 anni da quando , dopo decine di denunce e segnalazioni, i carabinieri facevano visita nel quartiere Gran Sasso obbligando i residenti alla rimozione di numerose strutture abusive : i più facinorosi ed onesti , a proprie spese, si sono impegnati a rimuovere quel che è stato possibile e che era lì dall'alba dei tempi…ma strutture imponenti ed ABUSIVE sono ancora lì e nessuno se ne preoccupa, e quel che più infervora è che da allora nulla è cambiato : marciapiedi distrutti, aiuole simili a fossati , cumuli di detriti e spazzatura , auto abbandonate, archi di cemento, reticolati di ferro , discariche a cielo aperto legittimate da consuetudine ed inciviltà, selve impercorribili. Ed è inutile rivolgersi al comune, ancora più inutile rivolgersi all' Aterp di Cosenza : in molti attendono da decenni il contratto di assegnazione, gli esiti di sanatoria, il canone di locazione, la regolarizzazione, la LEGALITÀ…ma sembra esserci un buco nero nelle istituzioni che inghiottisce questi sporchi quartieri e soprattutto obbliga chi per sua sventura vi abita, a vivere nel più totale abbandono e degrado. In risposta alla rivolta ,stamani, gli operatori ecologici si presentavano nel quartiere per tagliare l'erba diventata ormai arbusto…ma a ché serve pulire sulle macerie? Si nasconde la polvere sotto il tappeto? Qui servono le ruspe, video sorveglianza, ripristino della legalità. Spot di campagne elettorali e duri confronti con le istituzioni cosentine, poi il silenzio. Non si tratta di quartieri siti in lande desolate : sono purtroppo nel cuore cittadino , cornice di scuole materne e primarie, squallido contorno di una zona ad alta intensità commerciale ed abitativa. Eppure qui la stigmatizzazione è prassi : le “case popolari" diventano marchio per i residenti, quasi a delimitare un confine tra loro ed i “comuni" cittadini, quasi a voler sottolineare una diseguaglianza dovuta all'appartenenza a circoscrizioni senza autorità e senza diritti …le terre di nessuno. I bambini “ Aterp" non camminano su marciapiedi ma tra macerie, non giocano nelle aiuole ma tra sporcizia e degrado…questa non è civiltà. Nelle ultime amministrative avevo personalmente inserito nel programma politico M5S , l'istituzione all'interno del comune di un apposito ufficio Aterp, che funzionasse da tramite tra cittadini e uffici di Cosenza : un ufficio per il disbrigo pratiche, per le richieste di manutenzione, per i calcoli di locazione , per assistenza agli utenti in difficoltà con le normative, per il controllo dell'abusivismo …per tutte quelle difficoltà burocratiche che diventano insormontabili problemi per i residenti. È vero che i processi di cambiamento e civilizzazione richiedono tempo , ma qui si è superato ogni limite temporale accettabile. Io da sola non ce la faccio…il municipio è pieno di esposti, denunce e segnalazioni a mio nome , ma adesso c'è bisogno di istituzioni presenti, di impegno, lotta incessante e spirito costruttivo. Spero che il sindaco Flavio Stasi tenga conto di questa ennesima denuncia e soprattutto spero vivamente che il cambiamento inizi finalmente a concretizzarsi nelle piccole realtà.
Carmela Cirullo

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