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È inutile sperare qui non passa mai nessuno… Soli, soli...


Parafrasando i versi di uno tra i più noti componimenti di Adriano Celentano, null’altro ci resta da dire se non che siamo rimasti soli. Osservo dal n°80 di Via Euclide i cumuli di immondizia aumentare in maniera esponenziale da ben sedici giorni di mancata raccolta dei rifiuti indifferenziati. Non è la mia zona una di quelle categorizzate come “vie principali”, così come tutte le altre traverse che vivono più o meno il medesimo problema nello stesso arco di tempo, ma ci troviamo comunque sia alle spalle di Viale dei Normanni, la via principale appunto.

Può davvero la condizione di “via traversa” costringerci a un disagio così conclamato da rischiare di tramutarsi presto in emergenza igienico-sanitaria?
Attenzionare Comune ed Ecoross in merito alla situazione ormai non più sostenibile ha prodotto le consuete risposte-non-risposte del tipo:
“Non è colpa nostra”
“A breve le risolveremo il problema”
“Segnaliamo la sua zona”
Per non parlare del comico siparietto telefonico dello scaricabarile all’italiana per cui a momenti ci scappava il Presidente Conte come unico colpevole di ogni male. Ma anziché voler per forza identificare un capro espiatorio non sarebbe più consono adesso riprendere le redini della situazione e risolvere l’emergenza che ci attanaglia tutti? In fondo c’è sempre tempo per puntare il dito contro qualcuno, soprattutto se lo si potrà fare prendendo una bella boccata d’aria fresca e pulita.
Non nego che un po’, all’inizio, ci avevo sperato che il giro di telefonate potesse servire a smuovere qualcosa, eppure qui l’unica cosa che ancora vedo dal balcone della mia abitazione è non il tanto atteso camion per la raccolta, ma l’intramontabile montagna di rifiuti maleodoranti.
Sarei cieco e disinformato se non fossi al corrente del momento di difficoltà che perfino la Regione Calabria sta vivendo in merito a un’emergenza che rischia di diventare cronica molto in fretta, eppure esiste in questa nostra città un sistema di raccolta rifiuti che sembra fondato su corsie preferenziali. Ciò su cui mi preme sia fatta luce, infatti, riguarda il modo in cui viene stabilito che in una tale zona la spazzatura venga raccolta quotidianamente anche in emergenza, anche se i conferimenti sono contingentati – come gli enti sostengono – mentre altre aree anche ad alta densità abitativa vengano lasciate scoperte, abbandonate al degrado e al limite dell’emergenza sanitaria. Non mi stupirei più di tanto se insieme al tanfo iniziassi anche a vedere i primi topi scorrazzare allegramente sui cumuli.
Io non ho la presunzione di avere la soluzione nelle mani, volendo invece da libero cittadino soltanto segnalare un disagio comune, eppure nel corso di una delle tante telefonate mi sono sentito chiedere “Lei come risolverebbe il problema?”.
Fermo restando che non è il cittadino a dover offrire soluzioni alla macchina amministrativa, postami la domanda voglio provare a rispondere.
A mio avviso non è tollerabile che esistano vie e quartieri di serie A e di serie B, perciò in una gestione ottimale e ideale della raccolta rifiuti questa verrebbe effettuata quotidianamente in modo equo in ogni area urbana, senza distinzione alcuna.
Attestato che ci ritroviamo in una situazione molto particolare e difficile a livello Regionale, non soltanto come città di Corigliano-Rossano, e considerato che non è una questione risolvibile nel breve tempo, si potrebbe e dovrebbe iniziare a pensare di gestire le cose in modo diverso da quello attuale: per esempio imponendo la raccolta porta a porta già esistente per carta e plastica anche per il resto dei conferimenti (vetro, indifferenziata, abiti dismessi e via dicendo) così da eliminare i cassonetti di quartiere – evitando tra l’altro che qualcuno getti la propria spazzatura in zone diverse dal proprio quartiere – e incentivando la popolazione ad una corretta differenziata attraverso sconti in bolletta e sensibilizzazione massiccia.
Del resto non mi sto inventando niente: il sistema sopra descritto è già in uso in molte realtà sul territorio nazionale.
Voglio concludere infine suggerendo all’amico e Sindaco della città Flavio Stasi, certo che stia facendo il possibile per far fronte a questa problematica, di non abbandonare i suoi cittadini alle singole battaglie quotidiane, ma di dar loro risposte così come è stato in passato in altre situazioni.
De Bartolo Gregorio 

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