Frutta gratis? No, grazie

Il racconto di un caro amico di Piana Caruso, nella montagna di Corigliano,  ha dell'incredibile: egli è proprietario di un piccolo frutteto in montagna, tutta frutta biologica, mai trattata: qualche albero di mele, pere, prugne e susine, ma anche qualche ortaggio di stagione, disponibile da sempre per il fabbisogno familiare; data l'annata particolarmente ricca di fioritura, per non far perdere tutta quella frutta, egli ha deciso di regalarla

a patto che qualcuno lo aiuti nella raccolta, in quanto lui da solo ovviamente non riesce a raccogliere le decine di cassette. Dopo aver ricevuto il solito rifiuto dei fratelli e di qualche amico, impegnati a trascorrere la villeggiatura a Schiavonea, ha pensato bene di rivolgersi a qualche fruttivendolo grossista; la risposta era sempre la stessa: non abbiamo personale da mandare per la raccolta; infine dopo aver proposto la faccenda ad uno straniero rumeno , ecco la risposta:"" io prendere 40 euro la giornata..."" Ma come"", gli ha risposto,"" NON SOLO TI REGALO LA FRUTTA, TI DEVO ANCHE PAGARE""?????
la conclusione paradossale e grottesca è che tutto quel ben di Dio non sara' raccolto mai da nessuno e in questi giorni sarà solo cibo per qualche uccellino.
Insomma si preferisce spendere soldi per comprare frutta al supermercato, frutta certamente ricca di veleni e di medicinali, e soprattutto con tanta plastica attorno, PEGGIORANDO COSI L'ANNOSO PROBLEMA DELLO SMALTIMENTO RIFIUTI, anzicchè raccoglierla dall'albero, genuina. naturale, e per giunta gratis...
La civilta' contadina che in passato riusciva a sfamare intere famiglie, povere economicamente ma ricche di valori e di sani principi, e soprattutto famiglie felici di sfamare i propri figli con i prodotti della loro terra, ha ceduto il passo ad una società ormai malata ed autolesionista, omologata ai falsi valori del consumismo e della globalizzazione: non siamo più in grado di ammirare un tramonto, di raccogliere la frutta dall'albero, o di passeggiare in un bosco; i nostri giovani al mattino, invece di andare a lavorare, rientrano a casa come zombi dopo la nottata in discoteca, mentre i pensionati sono usati dai loro figli per pagare le bollette o per altre spese. Ma possibile che nessuno si rende conto che anche la mancanza di lavoro per i giovani è dovuta all'abbandono delle campagne, dei boschi e dell'artigianato?? Non abbiamo ancora capito che i responsabili dei problemi che ci affliggono non sono il Sindaco o l'amministrazione comunale, ma siamo solo noi che con la nostra sete di comodità e del posto fisso dietro la scrivania ci stiamo autodistruggendo;
per non parlare poi dei tanti parassiti nel pubblico impiego  che con artifici vari ( invalidi civili, permessi, malattia, ferie ecc.) rubano lo stipendio e si lamentano continuamente.MA SE NON E' QUESTA UNA SOCIETA' MALATA, DITEMI VOI QUAL'E'.......
Il ritmo e la cadenza delle stagioni legate alla raccolta dei frutti ed alle tradizioni popolari sono ormai un lontano ricordo.
Oggi si preferisce dialogare con il computer e con il cellulare , ma se rivolgi una domanda a tuo figlio, è un miracolo se ti risponde.
Ritornare indietro di qualche decennio è l'unica soluzione possibile: non è regresso ma è capire che la nostra è oramai una civiltà basata su falsi valori e  ripiombata in una sorta di medioevo spirituale, ma dalla quale è facilissimo uscire: basta riprendere i ritmi e le abitudini di un tempo.
 
ERNESTO BORROMEO

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