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Per l’agricoltura richiesta di calamità per Crotone e Catanzaro

L’assessore regionale all’agricoltura Trematerra, in una nota  comunica di aver richiesto lo stato di calamità naturale per le province di Crotone e Catanzaro. Su invito dell’assessore Alfonso Dattolo si è recato nelle zone colpite dal maltempo rendendosi conto della gravità della situazione. Orbene nella Piana di Sibari, specie in Corigliano e Rossano, a causa della pioggia, oltre ai danni  idrologici subiti, è stato colpito lo scomparto dell’agrumicoltura.


Ci aspettava l’intervento dei sindaci, dei regionali e provinciali, soprattutto delle Associazioni di categoria. L’attenzione è stata rivolta soltanto ai danni provocati sul territorio e nelle zone abitative mentre per i danni subiti negli agrumeti nessuna voce si è levata in favore. La ragione forse sarebbe per i politici quella di lottarsi fra di loro(Caso Caputo-Dima), per i sindaci del problema rifiuti e tasse comunali, per le Associazioni di categoria del disimpegno dei grossi proprietari non interessati al fenomeno delle macchie delle clementine provocato dalla pioggia.
Il problema, comunque, esiste e lo si può verificare in molti agrumeti  il cui terreno ha acquistato il color rosso per le clementine cadute.
Qualcuno fa derivare il tutto dall’uso di”schifezze-medicinali) da parte dei”jardinari”.
Cosi’ non è perché il fenomeno si verifica anche e soprattutto negli agrumeti condotti in biologico le cui indagini, verifiche,controlli sono rigidi e spesso. Le macchie si verificano anche sulle clementine parzialmente verdi.
Anzi chi avrebbe  usato”schifezze-medicinali, ecc. sono salvi; chi invece(come il biologico e l’integrato) non ha usato le”schifezze-medicinali,ecc) sono i più colpiti. E come la persona che non si vaccina e viene colpito dalle influenze; chi,invece, si vaccina evita di ammalarsi. Allora ha ragione Carmine(Blog di Corigliano) che leggendo l’articolo sulle clementine macchiate precisa che”…le Organizzazioni di categoria sono presenti quando devono prendersi il 5% dei contributi AGEA..”. Non siamo d’accordo con coloro che fanno derivare il fenomeno”… dall’uso delle stufe dichiarate fuorilegge…” .Il fenomeno dipende dalla troppo acqua piovana rimasta sugli alberi e sul frutto. Non è da escludere anche il bel tempo e l’umidità notturna sino all’arrivo della pioggia.
Non bisogna dimenticare tali circostanze. Chi vive e segue l’agricoltura può attestare e confermare che le clementine macchiate sono dovute alla pioggia,  temperatura calda e stagnante per mancanza di vento.
Se dal mercato sarebbe ritornata indietro merce rifiutata, il problema dipenderebbe dall’aver usato medicinali per dare colore al frutto rimasto al suo interno amaro. Tale eventuale fenomeno non ha alcun rapporto con le macchie e sempre se si è verificato nonostante il nostro dubbio..
I danni sono enormi sia per il prodotto perduto e sia per i lavoratori che non riescono a portare a termine la loro giornata lavorativa per le continue piogge. E i danni saranno ancora maggiori e avvertiti a campagna finita allorquando gli agrumicoltori si troveranno di fronte agli impegni dei commercianti non mantenuti  per i danni subiti a causa delle piogge. E’ una situazione che non va sottovalutata oppure non considerata. L’economia di Corigliano è basata tutta sull’agrumicoltura. Venuta meno questa i guai non saranno pochi. Perciò rivolgiamo il nostro appello a chi di dovere, personalismo a parte.
 Antonio Benvenuto

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