Antenna selvaggia

Aprire la finestra o il balcone di casa, farsi una passeggiata per le vie centrali cittadine e trovarsi in bella vista un’antenna di telefonia mobile, è questa la brutta sorpresa che si sono visti recapitare tanti cittadini dello scalo di Rossano. E la difficoltà maggiore è stata per tanti comprendere come sia stato possibile installare una simile apparecchiatura in una zona densamente abitata,

dove ci sono strutture frequentate in modo continuativo da innumerevoli persone, visto che i ripetitori di telefonia mobile, oltre a trovarsi al centro dell’agglomerato urbano, sono situati a pochi metri da un luogo di culto molto frequentato, dall’oratorio e dal Palazzetto dello sport dove, tutti i giorni, numerosi bambini risultano esposti, a radiazioni elettromagnetiche.

Senza trascurare la popolazione residente che si trova esposta, in maniera permanente, a seri rischi per la propria salute poiché nessuno, nemmeno le stesse compagnie telefoniche, possono negare gli effetti biologici negativi che comunque tale impianti possono arrecare. Eppure la Costituzione Italiana, all’Articolo 32, tutela la salute del cittadino non solo come bene individuale, ma anche come bene collettivo e tale tutela è prevista anche in termini preventivi. Inoltre non può essere tralasciato da nessuno l’applicazione del ‘Principio di Precauzione’ sancito dall'art. 191 (ex art. 174) del Trattato sul Funzionamento dell'Unione Europea, in adesione anche a quanto stabilito dall'OMS e dal Consiglio d'Europa nel 2011 circa i rischi per la salute pubblica dei campi elettromagnetici a radiofrequenza.

Né tantomeno si può dimenticare che l’installazione di tale attrezzature oltre a minare la salvaguardia della salute pubblica, arrecano un danno notevole al territorio, non solo dal punto di vista ambientale ma anche economico, poiché solo un corretto insediamento urbanistico e territoriale degli impianti, è capace di tutelare il valore delle attività produttive che su di esso insistono.
Con la consapevolezza delle difficoltà presenti, è assolutamente necessario allora affrontare, insieme, istituzioni e cittadini, ognuno per la propria parte, con serietà e, nel caso specifico con celerità, il problema del posizionamento, del ri-posizionamento o, se necessario, dell’eliminazione di questi “luoghi di emissione” di onde elettromagnetiche. Tenendo presente che il Comune di Rossano, con delibera consiliare n. 46 del 2003, aveva già adottato un regolamento edilizio che, per gli impianti di telefonia cellulare, all’art. 128 (ubicazione degli impianti ), punto B, recita “Antenne poste sugli edifici esistenti: possono essere installati a condizione che non esistono edifici più alti ad una distanza inferiore a 50 metri e che non ci siano edifici pubblici di cui al punto precedente a distanza inferiore a 50 metri”


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