La Politica di Corigliano e Rossano genera confusione

Ho avuto modo di esprimermi sulla fusione dei Comuni di Corigliano e di Rossano. Ho scritto ed oggi ribadisco che mancava di progettualità, di uomini politici che la potessero metterla in atto e principalmente di strategia. Non ero contro a priori, ma ero consapevole che tutte le misure sopra citate erano mancanti. Le amministrazioni, con i Sindaci in testa, erano incapaci politicamente di sviluppare un progetto ampio, unitamente alle associazioni, che sviluppavano solo passeggiate politiche. 

Gli amministratori, non avevano mandato politico, ma una volta ottenuto dai cittadini, con il referendum, sono diventati dei Pentiti politici. Il loro pentimento, a poco è valso, la fusione oggi è realtà, voluta e determinata dai cittadini. Io confermo quello che scritto durante la fusione, al Nulla si risponde con il nulla. Anche le recenti elezioni politiche hanno determinato il Nulla. Oggi risulta impossibile, per un cittadino delle due comunità, anche dotarsi della carta d’identità, era auspicabile. Le Amministrazioni di Corigliano e di Rossano erano il Nulla. Qualcuno tra i cittadini in breve tempo, sulla propria pelle subirà, quello che le amministrazioni comunali hanno combinato. A sua Eccellenza il Commissario, il disbrigo della pratica, voluta dai cittadini e dalla Regione Calabria, con una legge elettorale, che io non so capire ed interpretare. Ma la Calabria politica, non fa storia da diversi decenni, dai tempi di Mancini e di Misasi e da leggi elettorali, che il quel momento storico, erano coerenti con il mandato politico che gli veniva affidato. Oggi, la politica calabrese, pensa esclusivamente a parenti ed amici e non all’ interesse dei molti. Il resto è noia. Accusare chi ha causato questo malessere che a breve diventerà dilagante poco importa. La fusione è andata in porto, oggi ognuno di Noi dovrà renderla attuabile, se possibile, collaborando con le istituzioni, con i propri mezzi. I responsabili, facilmente individuabile nelle amministrazioni di Rossano e di Corigliano, unitamente al promotore della legge regionale, va il mio sostegno ed incitamento, unitamente alla mia disponibilità personale. Salviamo il salvabile, almeno quello, perché pane nella mailla non ne esiste, né a Rossano, né a Corigliano, né in Calabria e anche nel nostro amato Paese che è l’ Italia.

Gianni Santelli Avvocato
 

 

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