La mafia uccide un sindacalista nero?

Chiunque sia l’assassino va messo in galera e va smascherata la rete dei caporali mafiosi!
E’ stato ucciso un giovane lavoratore nero , che lavorava assieme ai suoi compagni nell’inferno di Rosarno nella raccolta della frutta stagionale. Dal tipo di esecuzione e da chi è la persona colpita appare abbastanza plausibile che si tratta di un assassinio della mafia dei caporali contro un giovane bracciante che lottava per difendere i diritti dei lavoratori immigrati.

 Le indagini sono appena avviate e certamente le conclusioni non possono ancora essere tratte, ma l’ipotesi del delitto mafioso è assai concreta perché in quei posti chi sfrutta e organizza il caporalato contro i lavoratori immigrati non può che essere la mafia. Se crediamo che questo sia il modo di accogliere gli immigrati anche regolari costretti a vivere da schiavi che se si difendono vengono ammazzati da qualche mano delinquente, dobbiamo tutti quanti farci un bell’esame di coscienza. Non è possibile che il nostro paese accolga migranti e poi li riduca a schiavi che se osano chiedere più umanità vengono ammazzati. Questo non fa parte né della democrazia né della nostra civiltà . Allora anziché fare retorica contro gli irregolari e clandestini cerchiamo di renderci conto che o il nostro paese si decide a darsi un a politica di accoglienza corretta oppure è meglio non accogliere proprio nessuno. Da un a parte questa manovalanza garantisce in tutta Italia buona parte se non la maggior parte dei lavori agricoli, specie quelli manuali e fisici, Io non sono razzista ma qui il problema della ipocrisia dell’accoglienza si manifesta in tutta la sua gravità. Quando noi italiani siamo emigrati in Germania, pure noi abbiamo dovuto vivere in pessime condizioni, ma nessuno ci ha né sparato, né trattato come schiavi. E allora se accettiamo gli stranieri regolari , questi vanno trattati da uomini e va spezzato il legame mafioso tra caporali e proprietari terrieri. Chi sta in Italia e lavora per il nostro paese, chiunque sia e comunque sia arrivato qui non può essere trattati come una bestia. Noi non possiamo sfruttarli come cani e poi lasciarli uccidere da mano di delinquenti criminali. Ci sono stati altri casi di violenza anche all’interno delle cosiddette baraccopoli, quindi per ora è prematuro trarre conseguenze precise , ma quel che è certo che farli lavorare lì in quelle condizioni solo la camorra può controllare questo traffico, questo è poco ma sicuro. E quindi lo stato e il governo hanno il dovere di intervenire per fare quello che i precedenti governi al di là delle parole buoniste non hanno mai fatto. , dare dignità a chi lavora onestamente e reprimere chi delinque. Pertanto penso che anche il ministro dell’interno che vuole una immigrazione regolare e controllata abbia il preciso dovere di intervenire per colpire il traffico mafioso esseri umani. E mi rivolgo precisamente al ministro degli interni on.le Salvini: queste cose non possono e non debbono esser tollerate qualunque sia il colore politico. Poi se il ministro vuole rimpatriare gli irregolari questa è altra questione, ma garantire la sicurezza di chi lavora e dichi difende i diritti dei lavoratori, qualunque colore abbiano, è uno dei diritti fondamentali della nostra costituzione. Anche i proprietari terrieri che sfruttano queste persone in modi così disumani vanno colpiti e incoraggiati invece a provvedere ad una dignità essenziale anche di questi lavoratori. Poi lo stato deve fare la sua parte garantendo a chi lavora situazioni di alloggio diverse dalle baraccopoli. Anche l’Europa anziché fare dichiarazioni di principio e girarsi dall0’altra parte ha il i dovere di affrontare meglio questi temi aiutando il nostro paese.
Io ho dato il mio voto e il mio appoggio al movimento cinque stelle: ebbene pretendo dal governo che i responsabili siano puniti e che l’accoglienza sia gestita in maniera più umana. E che lo stato intervenga per colpire chi ha organizzato questo delitto politico se sarà confermata la matrice mafiosa e comunque assicuri alla giustizia i responsabili di questo atto criminale. Tutto questo non ha nulla a che vedere coi rimpatri di chi è clandestino , perché quando si è in Italia chiunque ha il diritto di essere trattato come uomo e rispettato. In quelle zone dove ci sono concentrazioni elevate di lavoratori immigrati stagionali è pure possibile che ci siano stati contrasti o disguidi di vario genere con le comunità straniere, ma questo non giustifica né l’omicidio né lo sfruttamento selvaggio.
FABIO MENIN 

 

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