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Messaggio di Mons. Satriano per i funerali di Giuseppe Vitale detto Tonino

Dies Natalis di Tonino Vitale
Carissimi,
avrei desiderato essere con voi per vivere questo momento di profondo dolore che ha colpito al cuore la famiglia di Tonino e la nostra realtà cittadina ed ecclesiale.

La morte di Tonino ci tocca tutti da vicino e ci interpella nel profondo come uomini e donne. Anch’io sento tanto dolore dentro e, rammaricato per non poter essere con voi tutti, desidero attestare la mia vicinanza alla moglie Marisa, ai figli tutti e a quanti amici e colleghi oggi lo piangono.

Tonino, con i suoi sacrifici e il suo lavoro ha cercato di rendere migliore questo mondo, questa nostra città, affrontando la quotidianità con le sue gioie e le sue fatiche e cercando di essere padre in un tempo in cui non è facile far crescere ed educare.

Nella sera di Natale ho celebrato per Tonino e per voi, implorando misericordia per noi tutti e per quel silenzio assordante con cui spesso rimaniamo inermi e impotenti dinanzi al succedersi dei fatti e degli avvenimenti, incapaci di dare svolte significative all’esistenza che ci avvolge.

Nei nostri cuori non può rimanere solo il ricordo amorevole e riconoscente per un uomo mite e buono quale era Tonino, uomo dal cuore pronto e disponibile così come lo abbiamo conosciuto; e neanche un facile giudizio su quanto avvenuto.

Siamo inariditi da una cultura che, nella diffusa indifferenza, va affermando orizzonti che risucchiano l’esistere nel non senso. Siamo immersi in un esasperante individualismo, in cui tutto perde consistenza lasciando posto al vuoto e al male. Dinanzi a questo ciascuno è chiamato a ridare senso e vita ai propri giorni.

Oggi sentiamo tutti il bisogno di un abbraccio che ci restituisca il sapore del cielo; un abbraccio che ci apra alla speranza; di un abbraccio che non ci faccia perdere il volto dell’altro restituendo dignità alla vita.

Tonino, questa sera ci affidiamo con te all’abbraccio del Bambino Gesù per ritrovare quella pace che ci permetta di costruire sentieri lontani dalla banalità del male. Ti affidiamo con amore grande all’abbraccio di Maria e nelle sue braccia poniamo Cesare e tutta la tua famiglia, ma a Lei affidiamo anche noi con queste parole:

“Santa Maria, Vergine della notte, noi t’imploriamo di starci vicino quando incombe il dolore, irrompe la prova, sibila il vento della disperazione, o il freddo delle delusioni o l’ala severa della morte. Liberaci dai brividi delle tenebre. 

Nell’ora del nostro calvario, Tu, che hai sperimentato l’eclissi del sole, stendi il tuo manto su di noi, sicché, fasciati dal tuo respiro, ci sia più sopportabile la lunga attesa della libertà. 

Alleggerisci con carezze di Madre la sofferenza dei malati. 

Riempi di presenze amiche e discrete il tempo amaro di chi è solo. Preserva da ogni male i nostri cari […] e conforta, col baleno struggente degli occhi, chi ha perso la fiducia nella vita. 

Ripeti ancora oggi la canzone del Magnificat, e annuncia straripamenti di giustizia a tutti gli oppressi della terra. Se nei momenti dell’oscurità ti metterai vicino a noi le sorgenti del pianto si disseccheranno sul nostro volto. E sveglieremo insieme l’aurora. Così sia.

(don Tonino Bello, Vescovo)

Tonino caro, tu che sei alla presenza dell’Altissimo prega per i tuoi affetti e intercedi per loro. Anche noi ci affidiamo alla tua preghiera e per te invochiamo la grazia che nel tuo ultimo pellegrinaggio tu possa incontrare il volto glorioso del Signore Risorto.

“Parti anima cristiana, da questo mondo, nel nome di Dio Padre che ti ha creata, nel nome di Gesù Cristo, Figlio del Dio vivo che è morto per te sulla croce, nel nome dello Spirito che ti è stato dato in dono” (dalla Liturgia).

Arrivederci Tonino, il tuo nome scritto nei cieli, risplenda nella luce del Paradiso. 

 

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