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La storia del “Che” calabrese nell’ultimo libro di Alfredo Sprovieri

Il 19 maggio al Circolo Culturale Rossanese la presentazione
Corigliano Rossano - "Nella vita bisogna fare una scelta. Lo so che questo non è il mio paese, ma c’è un ideale di libertà da difendere e se nessuno ci prova le cose non cambieranno mai". E Libero Giancarlo Castiglia una scelta la fece e ne pagò le conseguenze. Libero Giancarlo Castiglia emigrò in Brasile dalla Calabria a metà degli anni ’50. 

 

 

Dopo un’esperienza come metalmeccanico a Rio De Janeiro, iniziò a collaborare con la redazione del giornale comunista “A Classe Operaria”. Anni difficili, quelli della dittatura militare che depose con la forza il governo del trabalhista João Goulart: il nuovo governo proibì gli scioperi e nel 1965 mise fuori legge le forze politiche avversarie. Castiglia poteva tornare in Italia, ma decise di lottare. Dopo una fase di addestramento in Cina, conosciuto come “Joca”, si mise al comando di un distaccamento della guerriglia rurale in Amazzonia: in soli 69 contro migliaia di soldati. Dopo anni di epiche battaglie Joca e i suoi vennero sconfitti fra il 1973 e il 1974, e sparirono nel nulla a seguito di un imponente rastrellamento.

 

A ripercorrere la storia del "Che calabrese" è il giornalista Alfredo Sprovieri, direttore del sito “Mmasciata.it”, fondato come rivista indipendente nel 2002. Un'inchiesta durata quasi dieci anni, condensata oggi in un libro, e iniziata dopo un lancio di agenzia in cui si parlava della visita di un ministro brasiliano in Calabria, a San Lucido, per il riconoscimento di un corpo; in quel momento per Sprovieri si accende una luce, intuisce che sotto c'è altro e si mette al lavoro. Studia, investiga, mette insieme i pezzi, scrive e poi riunisce tutto in "Joca, il Che dimenticato".

 

Sabato 19 maggio, dalle 18.30, al Circolo Culturale Rossanese, in piazza Steri, l'autore Alfredo Sprovieri, presenterà il libro “Joca, il Che dimenticato” (Mimesis/Passato prossimo), dialogheranno con lui: Ciccio Ratti (Micilab, agenzia di comunicazione e marketing), Pasqualino Bruno, (giornalista), lo storico Pierpaolo Cetera.

 

 

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