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Lettera aperta a Carlo Tansi, candidato alla Regione Calabria?

Professore, mi chiamo Fabio Menin ed ho avuto occasione di conoscerla in qualche convegno, e anche se nn ricordo male in quell'indagine sugli abusi edilizi che fu fatta per conto del magistrato Facciolla nella area di CoriglianoRossano, città dove vivo da tempo. Non sto qui a ricordare il mio impegno del WWF, adesso che sono in pensione, desidero continuare i miei studi di geografo di questa terra che amo. Ho letto le idee che ha esposto e trovo molto di saggio in ciò che propone, però, mi permetto di segnalare un punto:

 Lei ha scritto : cito ," che non li costringa ( i calabresi) a scappare altrove per vedere riconosciuti i propri meriti e diritti. I migliori non devono più assistere allo spettacolo penoso offerto dagli incapaci ai posti di comando" . Il tema è certamente anche mettere uomini capaci nei posti giusti, ma non è il primo che ci prova e fallisce, quanti tecnici si sono avvicendati a vario titolo, chi più o meno bravo, compreso anche qualche docente universitario. nei posti chiave. Eppure siamo ancora non dico al punto di partenza, o meglio, di strada se n',è fatta, ma restiamo sempre indietro di 40 anni rispetto agli altri in Italia. Perchè? Solo per mancanza di uomini capaci e competenti? Non credo, c'è qualcosa di più profondo, che va cercata nella storia e forse anche nei geni nostri, non per dire che siamo condannati a restare indietro, tutt'altro, perchè messi a lavorare dove le cose vanno avanti, i calabresi si sono sempre fatti onore. Quelli che hanno fatto questo passaggio hanno lavorato su sè stessi, sulla propria mentalità e cultura imparando a a ragionare per la società, non solo x sè stessi e si sono fatti valere eccome, in tutti i campi. Qui, invece, questi signori per lavorare e valorizzare la propria cultura hanno dovuto fare la valigia, perchè? Perchè ci sono diverse forze legate alle 3M ( massoneria, mafia-politica, e ‘mprenditori) che bloccano ogni forza di cambiamento. A Catanzaro, come a <Cosenza,come a Reggio per non parlare del resto. E' una classe dirigente che perpetua il suo postfeudalismo nei figli, ora avvocati , professionisti e altro, che vogliono tenere ferme le bocce e comandare più o meno coi vecchi sistemi, aggiornati. Per cui se hai un amico, o peggio un amico dell'amico( nelle 3 M) qualcosa la ottieni, anche se ti spetta, ed è un favore( dicono quelli) che ti fanno non un diritto, come lei giustamente ha detto. Allora gradirei anche questo nei suoi programmi, se crede di ascoltare: 1) risolvere la questione jonica, il deficit di trasporti e infrastrutture storico; ( ogni cambiamento nella storia si accompagna al contatto con nuove idee che passano anche per le strade o le ferrovie e da lì entrano nei neuroni dei calabresi, come sono entrate in quelli dei lombardi e degli emiliani) . La calabria non può funzionare a 3 o 4 velocità, divisa tra Tirreno che ha le infrastrutture di trasporto e lo Jonio che è rimasto a Napoleone.
2) gli appelli generici all'ambiente e al turismo sono acqua fresca che troviamo sulla bocca di tutti, comprese le sue scarne parole sui Facebook, e poi non fanno nulla o quasi. Allora pretenda una collaborazione stretta tra PARCHI NAZIONALI e regionali, strutture turistiche di qualità sulla costa e tour operator europei o, cinesi, o russi, e vedrà che si può aumentare la stagione turistica fino a 6 mesi all'anno con programmi fatti di 5 giorni al mare e 1 o 2 nei parchi , a condizione di offrire qualità del servizio che lei in quanto presidente della regione deve pretendere coi fatti da chi aderisce, pena l'esclusione. Inizi con un villaggio per provincia e vedrà che se lo sceglie bene e ci si mette d’accordo insieme tutti i turisti aumenteranno a fatti( io nel piccolo l’ho fatto nel WWF nell’oasi di cui mi sono occupato con risultati buoni, mi pare, a giudicare dal numero di visitatori aumentato in modo esponenziale) 3)Il dissesto idrogeologico, che lei ben conosce, manca nelle sue parole che ho letto nel programma esposto su FACebook( link https://www.facebook.com/search/top/?q=carlo%20tansi&epa=SEARCH_BOX
.. Allora ne faccia un punto dirimente per i programmi della nuova regione, in collaborazione con lo stato e l’Europa. Frane, strade pericolanti, paesi isolati e quant'altro, li metta al centro dei suoi obiettivi da risolvere 4) Alla regione, come lei ha accennato, ma non specificato, occorre un ripulisti, fatto o di sostituzione dei dirigenti non fedeli allo stato, o comunque incapaci, con persone migliori, che nella regione ci sono , oppure parliamo di aria fritta. Chi ha sbagliato o non ha saputo lavorare come si vede dai risultati A CASA SE NE DEVE ANDARE, rispettando le leggi dell'italia repubblicana, ci mancherebbe, e lasciare il posto a chi sta dietro le quinte, ma vuole servire lo stato in modo leale e produttivo.L'80% dei dipendenti pubblici, negli enti calabresi, è stato assunto con metodi o clientelari, o paramafiosi, o comunque non propri di uno stato che vuole servire bene i suoi cittadini. Allora affronti,insieme allo stato il tema del ricambio anche qui, e non stia a nascondersi dietro le competenze,( quello non tocca a me, ma a Roma) che ci sono e vanno rispettate, ma lavori per il miglioramento dell'efficienza degli enti, con il ricambio giusto del personale secondo criteri di merito, nel caso eliminando pure quelli inutili e mettendoci qualcosa che funziona meglio per i cittadini che chiedono servizi moderni. 5) sul tema dei servizi , rifiuti,sanità, assistenza,commercio etc occorre un ragionamento che tenga conto non semplicemente dei conti dello stato, Ma della realtà della Calabria. Un esempio; se nei piccoli paesi si realizza il compostaggio di paese, utile all’agricoltura, si risolve in buona parte il primo problema dei rifiuti in >Calabria così come nella depurazione si possono fare in piccole comunità fitodepuratori: ci vuole un piano fatto da chi conosce la materia, ma conosca anche la Calabria, evitando di far ingrassare le ditte che hanno i mezzi di trasporto ad es. nei rifiuti, che girano a vuoto per la Calabria, tra discariche aperte e chiuse, e fanno guadagnare solo chi possiede gli automezzi. Ci vuole un piano di regionalismo vero per i servizi, che punti all’efficienza e all’efficacia, cioè all’utilità per i calabresi, Un piano non studiato nel Lazio, come per i rifiuti cioè un piano Romacentrico, o nella sanità. per regioni ove la popolazione vive più concentrata . Tecnologia, formazione del personale elevata, e geografia di programmazione territoriale. E poi in queste cose, si adoperi anche per soluzioni globali, contro i localismi stupidi che servono solo alla fine ad avere servizi pessimi e vagabondi da mantenere. E alla fine pensi pure ad insegnare ai calabresi che lo stato , per quanto avaro sia diventato verso di noi, non è una vacca da mungere e derubare, ma siamo noi e per far questo vincoli i soldi agli obiettivi e al rientro degli eventuali contributi in caso di storture o mancati risultati o alla sospensione delle licenze, sempre secondo le leggi della repubblica. Ci sono tanti giovani che hanno studiato e che aspettano di essere messi alla prova, come lei ha sottolineato.
La saluto
Prof. Fabio Menin
Già pres. WWF Calabria 

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