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Fratelli d’Italia e MNS, Patto Sud-Nord per il riscatto della Calabria

 Si’ all’autonomia senza scippi al Mezzogiorno.
‘’Se cresce il Mezzogiorno ed in particolare la Calabria, cresce l’Italia. Non siamo contro l’autonomia, ovvero il federalismo differenziato. Siamo contro quelli che appaiono dei veri e propri scippi a danno del Mezzogiorno’’. E’ quanto affermano, in una dichiarazione comune ,condivisa dal coordinatore regionale del Movimento nazionale per la Sovranita’, Domenico Arena, il coordinatore regionale di Fratelli d’Italia , Ernesto Rapani ed il dirigente nazionale dell’Mns, Domenico Campana, riferendosi alla visita in Calabria del Ministro e segretario nazionale della Lega, Matteo Salvini.

 ‘’Rivolgiamo – affermano – un appello a Salvini , al quale riconosciamo uno dei grandi meriti di aver ‘fatto metabolizzare’ al suo Movimento, il valore dell’unita’ e della sovranita’ nazionali, per un vero e proprio ‘’patto’ tra Sud e Nord all’insegna della solidarieta’ e della sussidiarieta’ e lanciamo il Presidenzialismo come baricentro unitario. Nell’ambito dell’unita’ nazionale – sottolineano Rapani e Campana- raggiungere l’obiettivo di correggere le ‘storture’ della legge del 2009 sul federalismo differenziato. Il ‘patto’ dovrebbe significare che la spesa per investimenti non dovra’ essere decisa secondo la spesa storica, altrimenti il ricco ( il Nord) diventera’ sempre piu’ ricco, ed il povero ( il Mezzogiorno) diventera’ piu’ povero. Non bisognerebbe lasciare inalterati i livelli essenziali di prestazioni e dei fabbisogni standard che non tutelano attualmente la parita’ dei diritti dei cittadini nel Mezzogiorno, nei settori della mobilita’, , della sanita’ e dell’istruzione pubblica. Non sono mancati i soliti proclami, non ultimo quello della Ministra del Sud, Barbara Lezzi, sui cosiddetti ‘’Contratti istituzionali’’, sottoscritti alcuni giorni addietro in Calabria, ma le profonde disparita’ permangono: infrastrutture deficitarie e cantieri fermi, tagli delle risorse per il Mezzogiorno che puo’ appena fare affidamento al Fondo di coesione. Sarebbe, invece, necessario riscrivere il ‘piano infrastrutturale speciale’ che presenta una ripartizione territoriale molto sperequata: quasi il 70% dei 190 miliardi riguarda progetti del Centro-Nord e soltanto 86 miliardi sono destinati al Mezzogiorno. Anche lo ‘Sblocca cantieri’ presenta non poche criticita’. Secondo l’Ance al Sud ci sono 130 opere bloccate per un valore di investimenti di 11, 7 miliardi. L’Anas ha segnalato che nel Mezzogiorno il 60% degli interventi e’ fermo. Non meno di 115 cantieri per 9 miliardi di euro di investimenti, saranno rimandati. Il ‘Patto Sud-Nord’’ – ribadiscono Rapani e Campana – dovrebbe significare che in caso di applicazione dell’autonomia come chiedono Veneto, Lombardia ed Emilia Romagna, siano ‘’riletti’’: 1) i livelli essenziali delle prestazioni(Lep); 2) gli indicatori di fabbisogno infrastrutturale; 3) il percorso per determinare la spesa oltre rispetto a quella per le funzioni fondamentali. Bisogna, in sostanza, rivedere – concludono Rapani e Campana – i criteri dei decreti attuativi della legge 2009’’.

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