Una Città alla deriva perché non ha regole


«Da quasi un anno al governo non si è riusciti ad affrontare nemmeno un’emergenza». 

CORIGLIANO-ROSSANO  – «Corigliano-Rossano sta andando alla deriva perché è una città senza regole. O meglio, chi dovrebbe garantire nuove regole e soprattutto il rispetto delle leggi sta colpevolmente rimanendo inerme. Ci chiediamo perché il Sindaco e l’Amministrazione comunale siano ancora fermi, nonostante i continui e ripetuti solleciti da parte della cittadinanza e delle Opposizioni, nella fase di elaborazione dello Statuto comunale.

 O ancora, vogliamo capire perché il primo cittadino non avvia le azioni necessarie, a tutela dell’interesse collettivo, per riappropriarsi dell’area di Insiti, proprio lì dove, per quanto previsto dalla legge regionale sulla fusione, dovrebbe sorgere la cittadella degli uffici del nuovo Comune. Il sospetto – e lo ribadiamo ancora una volta con convinzione ormai certa – è che Stasi, mai veramente convinto sostenitore dell’unificazione dei due municipi, stia adottando il metodo gattopardesco per fare in modo che questo grande e lungimirante progetto di rivendicazione di autonomia e autorevolezza per la Sibaritide, fallisca nell’animo dei cittadini. Noi questo non lo permetteremo mai».
 
È quanto dichiarano i consiglieri comunali dei gruppi di Opposizione Graziano Sindaco, Gennaro Scorza; Lega Salvini, Costantino Baffa; Il Coraggio di Cambiare l’Italia, Giuseppe Graziano, Vincenzo Scarcello e Adele Olivo; Fiori d’Arancio, Rosellina Madeo; e Civico e Popolare, Gino Promenzio.
 
«Ormai è chiaro anche alle pietre – dicono i Consiglieri di Opposizione – che l’operazione di una città normale (quella che fa vedere la cura di un albero mentre ce ne stanno altri mille in condizioni pietose, che mostra il rattoppo di una strada quando le vie della città restano in uno stato di gravissima pericolosità) attraverso la quale fino ad ora – a quasi un anno dall’insediamento del nuovo esecutivo civico – non si è riusciti ad affrontare (non a risolvere, perché per le soluzioni ci vuole lungimiranza) nemmeno uno dei tantissimi problemi che attanagliano Corigliano-Rossano, è fallita miseramente».
 
«È trascorso un anno e ancora il grande apparato amministrativo-burocratico della terza città della Calabria non ha uno strumento normativo proprio. È una vergogna. Perché partendo dal nuovo Statuto, dall’istituzione dei municipi per finire alla creazione di una sede comunale unica, c’è la possibilità di presidiare di più e meglio il territorio. Cosa dirà ai cittadini di Apollinara, dei centri storici e delle aree periferiche una volta che sarà terminato il tempo delle litanie? Cosa dirà ai cittadini di Cantinella che, proprio a causa della mancanza di regole e prospettive dell’Esecutivo, di recente hanno registrato la chiusura della delegazione comunale e dello sportello anagrafe operativo nella loro zona? Su chi ricadrà la colpa allora, dal momento che Stasi l’unica cosa che continua a ripetere nei suoi incontri pubblici è che le responsabilità dello stato attuale delle cose sono di chi ha amministrato in questi anni? Ma ora, una volta terminato l’elenco dei problemi cosa farete? Cosa vi inventerete per mandare avanti la Città? Non c’è programmazione e lo si vede dall’approssimazione in cui oggi Corigliano-Rossano vive: un “paesone” che campa alla giornata. E tutto questo – lo scandiamo con forza – per colpa del Sindaco e della sua squadra di governo. La sensazione, sempre più reale e concreta, è che si voglia far fallire nell’animo della gente ogni speranza che era stata riposta nella fusione. Ci spieghi Stasi cosa stanno producendo i suoi continui viaggi a Roma presso l’Anci, piuttosto che nei Ministeri amici (come quello alla sanità). Un bel nulla se si pensa che sul peso dei rapporti con gli altri comuni della provincia, in quanto a rivendicazione di centralità non è cambiato nulla (continuiamo a rimanere periferia della periferia); se si pensa, ancora, che il sistema ospedaliero continua a fare acqua da tutte le parti nonostante “gli eccellenti” interventi e che – ironia della sorte – nonostante registriamo la presenza ormai fissa del sindaco nella direzione nazionale di Città dell’Olio, la nostra produzione olearia continua ad essere deprezzata su tutti i mercati. C’è qualcosa che non va, Sindaco. Glielo diciamo con estrema franchezza: la fusione è un processo che va governato con competenza e amministrare questa città era e rimane un impegno sacrosanto da onorare con serietà».     

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