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Alla fine tutti i nodi vengono al pettine: il primo è stato l’incapacità a preparare la fusione delle due città

Il Movimento per la Rinascita del Partito Comunista Italiano (MR P.C.I.) della Piana di Sibari ha da sempre sostenuto con fermezza e convinzione che la fusione delle due Città fosse la priorità delle priorità per i nostri due centri e, in particolare, per l’unità delle nostre popolazioni. Non basta solo, però, aver voluto la fusione delle due città: diverse per tradizioni, storia, cultura, interessi specifici per lo sviluppo di ognuna e chi più ne ha, più ne metta. 

 

 

Non basta volere la realizzazione di una scelta istituzionale necessaria, bisogna riempirla anche di contenuti realizzativi. E ciò è mancato nel periodo di transizione dalla data del referendum istitutivo alla data dell’effettiva istituzione del Comune Unico con le dimissioni dei due Sindaci in carica e la convocazione di nuove elezioni per eleggere il Sindaco e il Consiglio Comunale Unico.
All’indomani del responso referendario i Comunisti Italiani della Sibaritide si sono spesi favorevolmente in questa direzione, assumendo una posizione chiara e netta sulla necessità di giungere ad un protocollo di intesa tra tutte le forze sociali, politiche, sindacali, culturali, imprenditoriali, artigianali, commerciali, etc., delle due Città senza discriminazione alcuna per concordare un protocollo di intesa per come realizzare la fusione votata a grande maggioranza
Chi doveva preparare questa fase? I due Sindaci in carica fino alla data delle loro dimissioni, in modo che il commissario nominato dal prefetto avrebbe avuto a disposizione un documento politico frutto della volontà popolare in quel momento maggioranza politica rappresentativa eletta con libere elezioni.
Ciò non è stato fatto, e le conseguenze le stiamo vivendo in questa fase di assoluta incertezza, all’insegna del tirare a campare o, peggio, della politica di spogliare un santo e vestirne un altro.
Gli apparati amministrativi delle due Città dovevano continuare a poter fare il loro lavoro amministrativo come prima e meglio di prima, anzi, e non trasferire competenze tutte in una direzione: si pensava ad una città unica policentrica con un solo Sindaco, una sola Giunta, un solo Consiglio Comunale, che portassero avanti un progetto di sviluppo socioeconomico basato sul policentrismo nell’unità, coordinato da un progetto di sviluppo socioeconomico basato sul policentrismo nel rispetto delle singole peculiarità dei due centri urbani con le relative frazioni satelliti, in cui tutto si dispiega da un’idea unitaria del territorio con tante sfaccettature, che si sforzano di lavorare all’unisono come le 5 dita della mano.
Fino ad ora pare che non sia andata proprio così. Ci sono, infatti, smaccati tentativi di accentrare
funzioni in un solo centro, facendo venire meno la volontà di mantenere una direzione amministrativa policentrica autonoma, ma coordinata univocamente dalla volontà politica unificatrice del sindaco, della Giunta e del Consiglio Comunale espressa con atti di collegialità

Corigliano-Rossano, 25/05/2020. per il Movimento Rinascita del Partito Comunista Italiano il Coordinatore Cittadino comp. Giuseppe Marincolo       

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