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Incendi di cassonetti e rifiuti: condanna ma anche alcuni spunti di riflessione critica e proposte per la gestione dei rifiuti

Occorre innanzitutto condannare fermamente gli atti che stanno interessando in questi giorni la nostra città, cassonetti e rifiuti dati alle fiamme. Gli incendi hanno riguardato contemporaneamente diversi luoghi, se la protesta civile è libera espressione deldissenso e se è del tutto intollerante la situazione che stiamo vivendo con accumuli di spazzatura lungo le nostre strade, tuttavia queste gesta non possono che essere biasimate, peraltro non solo non risolvono il problema ma l’aggravano con immissione nell’aria di un tasso maggiore e più pericoloso di inquinamento e di rischio per la salute pubblica.

 

 

 

L’ennesima emergenza rifiuti ancora una volta,però, induce ad intervenire sulla problematica dellagestione dei rifiuti, innanzitutto per la diretta connessione che riveste in termini di impatto con l’ambiente e con la qualità della vita, tanto più quanto si tratta di salvaguardare la bellezza di un territorio come il nostro, tra la Sila Greca e la Piana di Sibari, costituito anche da siti di interesse comunitario, ricordiamo,solo per fare un esempio, i Giganti di Cozzo del Pesco, alberi secolari.

In sostanza una buona gestione dei rifiuti, che tuteli il nostro patrimonio paesaggistico, rappresenta il presupposto per sviluppare positivamente una strategia di promozione e rilancio del nostroturismo, ma altresì è garanzia di un più efficiente servizio e migliore vivibilità per i cittadini residenti.

L’impianto situato a Bucita è un impianto malfunzionante e obsoleto, costruito per sostenere la raccolta differenziata è stato trasformato in una discarica. Nell’impianto esistente di Bucita viene trattato solo una quota, il residuo è alto e viene portato in discariche anche pubbliche, a costo elevato.

Se è vero che la principale responsabilità nella gestione dei rifiuti va attribuita alla regione, se è vero che il problema dei rifiuti viene da lontano, occorrendo attribuire colpe alle classi politiche tutte che hanno amministrato la regione Calabria nell’ultimo ventennio, tuttavia non ci si può limitare ad occuparsi di una tale problematica all’insorgenza, ormai frequente, dell’emergenza rifiuti, senza pianificare una diversa soluzione.

“ Uno dei fattori che rende una città moderna e sostenibile è sicuramente la gestione virtuosa dei rifiuti.

La Nuova Città deve necessariamente avviare un sistema di raccolta e gestione dei rifiuti finalizzato al riutilizzo dei materiali, con una sicura diminuzione dei costi per i cittadini e la creazione di nuovi posti di lavoro. Tutto ciò attraverso la raccolta differenziata “porta a porta” estesa a tutto il territorio, la “tariffa puntuale”, il riutilizzo dei proventi della rivendita dei materiali di recupero, la realizzazione di impianti di compostaggio e altri strumenti virtuosi che cambino profondamente l’attuale sistema di gestione”.

Queste affermazioni, estratte dal programma elettorale del sindaco Flavio Stasi, sono pienamente condivisibili.

Pertanto è inconcepibile, in una società civile, vedere le strade piene di spazzatura, che fa scattare l’ennesima emergenza, è necessaria una strategiasolutiva del problema.

Come noto il costo della gestione rifiuti è proporzionato alla percentuale della raccolta differenziata, in sostanza più è alta la percentuale della raccolta differenziata meno è il costo della tariffa.

Da dati in possesso, almeno per l’ex comune di Rossano, salvo migliore specificazione, nel 2018 la raccolta della differenziata è stata di poco superiore al 40% e abbiamo pagato per l’indifferenziata €195,00 a tonnellata, mentre per l’organico € 104,00 a tonnellata. Nel 2019 la raccolta differenziata è stata del 50% e il costo per l’indifferenziata è stato di € 193,50 a tonnellata, mentre per l’organico è stato di € 136,50. Al 2012/2013 il costo dell’organico era di € 31,50 a tonnellata. Negli ultimi anni l’aumento è stato più che quadruplicato,ma il servizio non è stato migliorato.

Ciò dimostra come si debba necessariamente cambiare strategia.

Noi suggeriamo di optare per un sistema diverso, un’idea innovativa, iniziando,intanto, a bonificare le discariche, e progettando un sistema per rifiuti a ciclo integrato, magari assumendo coraggiosamente l’autonomia rispetto alla stessa regione Calabria.

Proponiamo la realizzazione di un Centro di riciclo e recupero, plastica, vetro etc., dagli scarti alimentari è possibile ritrarre fertilizzante e compost, facendo ricorso a fondi Europei, statali e regionali.

Proponiamo, quindi, la realizzazione di un nostro impianto tecnicamente moderno, di riciclo e di recupero, che consentirebbe di migliorare fino in fondo la raccolta differenziata, con la riduzione di residui, quelli che vanno in discarica.

In molte realtà con la raccolta differenziata spinta si è raggiunto in poco tempo anche il 78% di RD e la produzione dei rifiuti è calata notevolmente. I punti di forza di questi risultati sono stati l’aver tolto dalla strada tutti i cassonetti ed esteso la raccolta differenziata in tutto il territorio comunale, sia utenze domestiche che non. I comuni, che hanno scelto tale soluzione, nel fare i bandi per la raccolta dei rifiuti solidi urbani hanno utilizzato le migliori prassi, attente ed adeguate procedure, così finalizzate.

Un gestione a ciclo combinato che inoltre abbassi i costi e che sia occasione di nuovi posti di lavoro.

Un modello come quello orami sperimentato in tante realtà, anche vicine a noi, che hanno saputo trasformare i rifiuti da <problema> in rendita finanziaria, riducendo i costi anche per i cittadini ecreando opportunità occupazionale.

Il vicino comune di Saracena, da tempo ormai, ha realizzato il sistema a ciclo integrato dei rifiuti e anziché conferirli alla Regione, li tratta direttamente, producendo compost e altre cose utili che producono ricchezza e lavoro. Più recentemente lo stesso comune, con finanziamento della regione, ha anche realizzato il progetto della lombricoltura, ossia la frazione umida viene trattenuta e valorizzata ed in discarica va solo il 30% dei rifiuti, il secco indifferenziabile. Ciò ha comportato meno impatto ambientale e taglio della spesa, impiego di unità lavorative, raccolta differenziata salita al 70% e produzione di compost per l’agricoltura. La gestione dei rifiuti da problema è diventata risorsa e ricchezza, e i cittadini pagano molto meno.

La terza città della Calabria e la più estesa della regione, deve avere una sua strategia per realizzare un sistema innovativo e virtuoso della gestione dei rifiuti, che tuteli il proprio patrimonio paesaggistico,. garantisca la condizione igienico-sanitaria pubblica, abbassi i costi per i cittadini, quale condizionenecessaria per poter immaginare uno sviluppo sano e redditizio del nostro turismo.
                                          

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