• Home
  • Politica
  • Centrale Enel: 1300 posti di lavoro e un futuro per Aziende e Turismo, si vuole scegliere o si sta alla finestra?

Centrale Enel: 1300 posti di lavoro e un futuro per Aziende e Turismo, si vuole scegliere o si sta alla finestra?

La vicenda della centrale Enel e della sua riconversione sta prendendo una piega strana. L’enel attraverso il cosiddetto Futur-E aveva indetto un concorso di idee per la riconversione della centrale stessa che è stato vinto da un bellissimo progetto redatto da specialisti dell’Università di Cosenza e del CNR che un fondo pensione americano sarebbe disposto a finanziare per 140 milioni: si tratta d un recupero di tutta l’area che prevede una serie di investimenti l’uno legato all’altro in una cosiddetta economia circolare. 

Un impianto di digestione di scarti agricoli che fornisce energia a una serie di strutture come un impianto di produzione di alghe da cui si ricavano prodotti cosmetici e dietetici, si ricava compost x agricoltura, si producono mattoni da canapa ( coltivata su terreni già individuati nella valle del Trionto, ) due laboratori specializzati di alta tecnologia al servizio dell’agricoltura e della pesca, capaci di accogliere start up, e di organizzare ricerche di mercato, nonché studi sulla sostenibilità delle colture e delle attività di pesca territoriali, un Impianto solare termodinamico a concentrazione, Sperimentazione su impianto CSP a torre e turbina a gas con impianto ORC, Impianto a fotobioreattore con coltura di microalghe per la produzione di gasolio da autotrazione, Laboratorio per la ricerca di nuove fonti di biomasse, una stazione di controllo dei parametri ambientali con raggio d’azione di 100 km( compreso il monitoraggio dell’erosione costiera, un acquario del mediterraneo con strutture per il turismo( servizi di ristorazione e di accoglienza, un museo di archeologia industriale e dell’energia). Tutte queste strutture sono collegate tra di loro nel senso che l’energia prodotta serve ad alimentarle e per la loro realizzazione i l progetto prevede una occupazione diretta di circa 400 persone e un indotto di circa 800 addetti. Non si hanno emissioni nocive in atmosfera , perché l’anidride carbonica che uscirebbe dall’impianto di biogas viene recuperata nella coltura delle alghe. L’altra cosa assai di rilievo sono i due laboratori di alta tecnologia al servizio delle imprese locali( e se prendesse forma pensiamo anche di tutta la Calabria) agricole e della pesca, ma aperte a tutte le piccole e medie imprese del territorio. Tutto il progetto si sostiene economicamente coi proventi del turismo e della produzione e si lascia spazio a terna per la distribuzione dell’energia come già avviene nel sito con possibili nuovi sviluppi tecnologici. Ora l’Enel nonostante abbia scelto questo progetto come il migliore tra quelli presentati sembra guardarlo con indifferenza, nel senso che sembrerebbe orientata a una ripresa del turbogas e ad un investimento ( a costo zero visti i finanziamenti dello stato) per l’impianto di una centrale di pannelli fotovoltaici per la produzione di energia. Ovviamente qui parliamo di una occupazione che certamente non arriva alle cento unità comprendendo anche l’indotto. Ma l’Enel di solito si muove di concerto con l’amministrazione pubblica, ossia cerca l’appoggio o del comune o del governo, ma del comune necessariamente. Esiste infatti un protocollo di intenti firmato tra comune Enel e Regione calabria che in questo caso andrebbe aggiornato a ciò che ora si vuole fare. E invece ciò che non riusciamo a comprendere è la posizione dell’amministrazione comunale. Abbiamo appreso che negli incontri svoltisi a gennaio tra il sindaco e alcuni funzionari Enel l’amministrazione comunale avrebbe manifestato la volontà di recuperare il sito a strutture pubbliche ( polo tecnologico?) e sarebbe invece contraria a investimenti che privatizzino il sito. Non sappiamo esattamente cosa abbia in mente l’amministrazione comunale, ma in questo caso pensiamo che abbia il dovere di prendere in considerazione il progetto presentato da una società privata che abbiamo sinteticamente delineato. Questo non solo per i posti di lavoro che garantisce, ma soprattutto perché si tratta di un progetto di riqualificazione del sito tutto a favore del territorio, per il territorio e con il territorio. Ecco la differenza tra le intenzioni Enel e i progetto privato presentato che ha vinto il concorso di idee futur-E. E’ un progetto privato, sì, sostenuto da capitali americani, sì, ma tutto incentrato sulla valorizzazione del territorio sia produttiva, che agricola che turistica. Pur restando io personalmente favorevole ad un recupero pubblico del sito enel, cioè ad un riutilizzo da parte di una mano pubblica, se questa è la situazione io penso che il progetto privato convenga assai dipiù al territorio, sia rispetto alle intenzioni dell’Enel, che se produce energia al territorio non dà nulla( a parte un centinaio di posti di lavoro) , sia rispetto ad altri investimenti di cui ancora non si ha certezza. Invito quindi l’amminstrazione comunale a valutare meglio nello specifico l’utilità del progetto che è stato presentato perché con l’appoggio dell’amministrazione e del territorio è possibile che l’Enel cambi idea. La mia è una valutazione puramente di convenienza per il futuro che garantisce questo tipo di investimento, sia in senso produttivo che turistico. Il sito diventerebbe un polo di attrazione per la piccola industria, di riferimento per l’agricoltura e di sviluppo per il turismo . Non mi sembra cosa da poco.

FABIO MENIN
 

0 awesome comments!