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Questione rifiuti: Stasi faccia chiarezza sull’ecodistretto di Corigliano-Rossano e sull’emergenza in atto

Abbiamo presentato in queste ore un’interrogazione a risposta diretta per la discussione in Consiglio comunale per chiedere al sindaco di fare chiarezza sulla questione rifiuti e sulla realizzazione e funzionalità dell’ecodistretto di Corigliano-Rossano. Abbiamo presentato un’interrogazione, in piena conformità al Regolamento, perché vogliamo una risposta ufficiale da parte del sindaco, dato che alle continue e ripetute sollecitazioni pubbliche, a mezzo stampa, il primo cittadino non risponde.

Abbiamo chiesto per le vie formali ed ufficiali chiarimenti sulla vicenda dell’ecodistretto perché siamo preoccupati del silenzio e, perché no, anche delle evidenti omissioni del primo cittadino e dell’Amministrazione comunale. Siamo venuti a conoscenza solo attraverso la consultazione del portale del Dipartimento Ambiente della Regione Calabria e da alcuni articoli di stampa che sul territorio della Sibaritide dovrà essere realizzata una nuova discarica (o rimessa in esercizio una già esistente) a servizio dell’impianto di trattamento rifiuti di Bucita. Che, a sua volta, sarà ampliato con un finanziamento regionale.

A noi non interessa chi abbia la competenza a scegliere e legittimare un sito da trasformare in discarica anche se riteniamo opportuno che, in estrema ratio, se proprio questa scelta debba essere fatta, a decidere il destino di questo territorio siano i sindaci della Sibaritide e in particolare il sindaco di Corigliano-Rossano, comune capofila dell’area ionica e portavoce dell’ARO distrettuale.

Quello che preoccupa, invece, è che a breve avremo un’altra discarica e nessuno dice nulla. Perché? Di cosa si ha paura? Forse di dire alla cittadinanza che anni di lotta populistica portata avanti dal sindaco, che gli ha permesso di costruirsi buona parte della sua aurea rivoluzionaria e anticonformista che ha ammaliato il popolo, contro l’impiantistica rifiuti è stata solo ed esclusiva demagogia. Sapevamo e sappiamo tutti che per portare a compimento il ciclo dei rifiuti, anche il più virtuoso, c’è bisogno di individuare alcune aree nelle quali far confluire quegli scarti inutilizzabili. Insomma, il sogno di “zero discariche” tanto sbandierato negli anni da Stasi&Co., in questo momento, continua ad essere solo favolistica presunzione di non voler guardare in faccia la realtà. E qui si palesano in modo evidente e incontrovertibile le tante bugie raccontate nel tempo alla gente. Bugie che hanno contribuito ad alimentare anche quel sentimento antipopolare contro le passate amministrazioni locali. Ma, oggi, con i silenzi di Stasi vengono a galla anche tantissime contraddizioni. Perché una rivoluzione, prima di tutto culturale, per arrivare a rifiuti zero si può fare, solo che ha bisogno di essere sostenuta da processi virtuosi, fasi di studio antropologico e sociale che al momento, nella nostra realtà, non sono nemmeno immaginabili. Lo dicono i fatti, che dopo un anno dall’insediamento del sindaco ambientalista (o presunto tale) vedono Corigliano-Rossano in deficit anche nella raccolta differenziata: siamo uno dei comuni meno virtuosi della Sibaritide. E come se non bastasse, non è stata avviata nemmeno alcuna nuova politica di gestione dei rifiuti. E se le discariche oggi servono è proprio per togliere dall’imbarazzo città come la nostra.

Ecco allora spiegato il silenzio di Stasi, preso da un conflitto di coscienza tra le sue tante e belle parole e quella che è una realtà che lui non è riuscito a governare e mutare, palesando evidenti incapacità di gestione. Insomma, chi pensava che con l’avvento del nuovo sindaco rivoluzionario e ambientalista le cose cambiassero e che avremmo vissuto nel giardino dell’Eden, rimarrà fortemente deluso. Viaggiamo spediti e a velocità sostenuta verso il baratro. Dal momento che, differentemente dal passato quando la politica programmava e aveva una strategia, oggi si campa alla giornata inseguendo l’ordinaria amministrazione.

Sia chiaro, qui nessuno è favorevole alle discariche. Nessuno le vuole e tutti sappiamo (non solo il sindaco) cosa significa avere un sito di stoccaggio rifiuti nel proprio territorio e le conseguenze nefaste che ne derivano. Ma da amministratori abbiamo il dovere di trovare soluzioni ad una situazione di oggettivo imbarazzo e disagio per i cittadini con la consapevolezza che già da ieri si sarebbe dovuto iniziare a programmare una nuova politica di gestione dei rifiuti. A parte le parole, Sindaco, questo è stato fatto? NO! Perché non ne parla ai cittadini e al Consiglio comunale invece di rimanere a pontificare dalla sua pagina facebook? Ma capiamo bene il suo imbarazzo. Le strade sono due: o assumere l’autorevole e coraggiosa posizione istituzionale che porti a una decisione che sia la migliore per tutti; oppure, demandare ad altri le scelte per il territorio. Ma questo, per Stasi, significherebbe anche scegliere tra il vestire i panni del Sindaco, che spesso è costretto a fare scelte impopolari (come quella di individuare il sito di una discarica); oppure quelli (altrettanto importanti ma non certo istituzionali) del contestatore populista che, in questo caso, potrebbe trovarsi a protestare contro una decisione fatta da altri al posto suo.

Gino Promenzio
Consigliere Comunale Gruppo Civico e Popolare

Rosellina Madeo
Consigliere Comunale Gruppo Fiori di Arancio

Francesco Madeo
Consigliere Comunale Gruppo Gente di Mare
 

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