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Operatori Istat, il Comune ha i soldi e non li paga. Perché?

Quindici giovani cittadini aspettano i rimborsi dal 2019. Accumulato un ritardo colposo. 
CORIGLIANO-ROSSANO (Cs) – Venerdì, 26 Giugno 2020 – «L’Amministrazione comunale di Corigliano-Rossano non può permettersi di offendere la dignità di chi lavora. Soprattutto in un momento critico e drammatico come questo. Stiamo parlando degli operatori che per conto del Comune lo scorso hanno compiuto le indagini ISTAT e che ancora ad oggi non sono stati pagati. Perché? Considerato che l’Ente ha già incassato tutti gli emolumenti dovuti per il servizio?»

 
È quanto chiedono i consiglieri comunali dei Gruppi di Opposizione Vincenzo Scarcello, Gennaro Scorza e Raffaele Vulcano (UDC), Adele Olivo (CCI) e Costantino Baffa (Lega Salvini) sollecitando al Sindaco la corresponsione dei rimborsi spesa destinati a 15 cittadini che hanno effettuato l’attività d’indagine ISTAT.
 
«Non c’è cosa più umiliante e deprecabile –aggiungono i cinque consiglieri comunali -  di dover chiedere per vedersi riconosciuto un diritto. Il Comune di Corigliano-Rossano già nel dicembre scorsi ha ricevuto l’accredito da parte dell’Istituto nazionale di Statistica il corrispettivo economico per l’attività di indagine svolta. Ora che siamo a giugno i quindici operatori hanno ricevuto soltanto un acconto dei loro rimborsi nel mese di marzo. E gli altri soldi, che fine hanno fatto?»
 
«Siamo consapevoli del fatto – precisano ancora – che non è il sindaco a doversi occupare di procedure prettamente tecniche e contabili. È necessario, però, che il Primo cittadino vigili di più e meglio sull’apparato burocratico comunale che evidentemente, e la storia degli operatori ISTAT ne è una prova, ha tempi di reazione biblici. La macchina comunale di una realtà come Corigliano-Rossano non può camminare a passo d’elefante. Deve correre e scattare, deve essere altamente efficiente e produttiva perché altrimenti si rischia di ritrovarsi nello stato in cui si trova adesso la città».
 
«Oggi nei confronti di questi cittadini che hanno prestato un servizio per la comunità – concludono i Consiglieri di UDC, CCI e Lega Salvini -  si è accumulato un ritardo colposo che è intollerabile, non solo perché i loro soldi restano inspiegabilmente fermi nelle casse ma anche perché si è lasciata gente, per lo più disoccupata, in periodo di lockdown senza un euro in tasca».

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