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Ci danno Battisti in cambio di nulla. Sul tribunale è necessario attivare subito la filiera istituzionale

Davvero è incomprensibile il perché negli anni ’90 abbiamo dovuto costruire un carcere di massima sicurezza, sacrificando una delle aree archeologiche più belle ed importanti della Sibaritide, per preservare il Tribunale da chiusura e ora che il carcere lo abbiamo fatto siamo rimasti comunque senza tribunale.

Non solo, oggi il penitenziario di Ciminata non è soltanto uno dei più grandi del meridione ma vi risiedono all’interno terroristi islamici, ergastolani e da ultimo anche, come ciliegina sulla torta, anche un terrorista rosso di fama mondiale come Cesare Battisti. Insomma, stiamo dando accoglienza a tutti, anche al peggio del peggio. Eppure non si riesce a trovare uno straccio di appiglio normativo per ritornare ad avere un presidio di giustizia in un territorio che ne ha estremo bisogno. È ingiusto.

Ecco perché è opportuno, oggi più che mai, tornare a riattivare la filiera istituzionale. Lo diceva nei giorni scorsi proprio il consigliere regionale Giuseppe Graziano che auspicava proprio questo e che mi trova completamente d’accordo. Le battaglie solitarie, auto celebrative, non servono a nulla. Bisogna avere il coraggio di mettere da parte preconcetti e appartenenze e trovare la soluzione per fare pressione sul governo, tutti insieme. Consiglieri comunali di maggioranza e opposizione, Sindaci, Provincia, Regione e parlamentari del territorio. Senza gelosie, senza primogeniture. Anche perché, se la preoccupazione politica di qualcuno è quella di mettersi la mostrina sul petto, riottenere un Tribunale sarebbe un risultato così importante e storico che ci sarebbe la possibilità per tutti di ritagliarsi i meriti. Quindi, si mettano da parte rivendicazioni personali e tutti insieme si navighi verso un’unica direzione.

Ci sarà da protestare perché nessuno ci ascolta? Lo faremo. Basta però parlare il politichese. Qui servono i fatti. E lo dico innanzitutto al sindaco dal quale, però, oltre alle gridate di 8 minuti fatte in un piazzale vuoto, mi sarei aspettata un discorso più concreto. Oggi lui è il primo cittadino di questa città, non è più il Flavio che faceva lo sciopero della fame (servito solo ad ampliare la sua popolarità). Servono proposte, serve creare sinergie, serve essere persuasivi e convincenti. Senza urlare. Perché le urla servono ad incantare (non so fino a che punto ormai) ma non hanno mai prodotto nulla di buono.

Adele Olivo – per il gruppo consiliare “Il Coraggio di Cambiare l’Italia”

Costantino Baffa – per il gruppo consiliare Lega Salvini

Vincenzo Scarcello, Raffaele Vulcano e Gennaro Scorza - per il gruppo consiliare “Unione di Centro”

 

Corigliano-Rossano, Martedì 15 Settembre 2020   

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