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Opposizione senza diritto di parola mentre la maggioranza fa esprimere le proprie opinioni ai “consulenti tecnici”

La Commissione straordinaria Statuto, un organo di confronto strategico per la redazione della carta statutaria della nuova Città, si è ridotta ad essere un palcoscenico. Quello che più dispiace, però, è che l’Amministrazione comunale e la maggioranza a suo supporto abbiano creduto ad un tratto che i consiglieri di Opposizione potessero fare da claque a questo indecoroso teatrino fatto di eventi mondani, di prosa e poesia, ma che in fin dei conti ad oggi non ha prodotto nulla.

 

Avevamo e abbiamo un’altra idea, più semplice, diretta ed efficace per garantire il diritto di tribuna a quanti, pur non essendo parte integrante delle Istituzioni civiche, volessero dare un proprio contributo alla composizione del nuovo Statuto. Ed è il metodo del confronto, dove ai pianoforti preferiamo i tavoli, possibilmente rotondi, dove ognuno è uguale ed ha uguale diritto di parola. Invece, non solo ad oggi non si ha un’idea chiara di cosa sia la Commissione Statuto, se un istituto volto a realizzare una carta delle regole oppure un gruppo di persone impegnato ad organizzare eventi. Non lo abbiamo capito noi e non lo ha capito la gente. Quello che sappiamo è che, in ogni caso, la parola delle opposizioni è stata completamente zittita. I rappresentanti della minoranza non possono parlare in pubblico, non possono esprimere le loro opinioni. Avevamo dato una delega al Presidente del Consiglio per l’organizzazione delle iniziative e degli eventi, su gli ospiti da invitare, ma abbiamo notato alla fine che tutti questi momenti si sono svolti senza prevedere il contraddittorio e senza, poi, il minimo coinvolgimento delle opposizioni. Non è così che funziona la democrazia. Siamo stati esclusi da ogni discussione pubblica.

 

Al contrario, però, nel perfetto parossismo di questa situazione allucinante, i consulenti tecnici chiamati a dare un supporto tecnico e giuridico nella redazione del documento statutario sono autorizzati a vestire i panni della politica e, persino, ad oltrepassare la linea di demarcazione netta che dovrebbe esserci tra parere tecnico e politico. Abbiamo registrato le posizioni del prof. Sandro Amorosino, uno dei consulenti della Commissione Statuto, spingersi in congetture che a lui non competono. Ma che vengono fuori evidentemente per effetto di un vuoto di idee che c’è all’interno della forza di governo.

 

Non è Amorosino, ad esempio, che deve stabilire l’utilità o meno della cittadella degli uffici. Questo è compito di chi amministra e di chi è deputato a compiere delle scelte. Un consulente tecnico semmai deve aiutare a sviluppare il percorso giuridico, se è possibile farlo, verso la rotta imposta dalla politica. Se l’Amministrazione Stasi è contraria all’accentramento degli uffici e alla ramificazione dei servizi, così come previsto dalla legge istitutiva di Corigliano-Rossano, se ne assuma in tronco le responsabilità senza trovare sponda e “pezze giustificative” su altri.

 

Tra l’altro, non ci pare che esista alcuna norma giuridica che imponga ad un Comune di realizzare una sua nuova sede. Quindi non vediamo quale possa essere la preclusione se non quella politica di obiettare a tutti i costi e senza nessuna fondatezza una soluzione che, tra l’altro, è prevista da una norma di legge. È chiara, dunque, la malafede con cui si stanno sviluppando i lavori della Commissione Statuto. Un’evoluzione che, purtroppo, non porterà a nulla se non all’ennesimo copia e incolla, a cui ci ha abituati questo Esecutivo, di qualche Statuto già precedentemente adottato in altre realtà della nostra nazione.

 

Vincenzo SCARCELLO – Capogruppo consiliare UDC

Aldo ZAGARESE – Capogruppo consiliare PD

Rosellina MADEO – Capogruppo consiliare Fiori d’Arancio

Gennaro SCORZA – Consigliere comunale UDC

 

Corigliano-Rossano, Martedì 20 Ottobre 2020   

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