Sanità: No a Diktat autoritari

La Bettelini pensi piuttosto a mettere in sicurezza il polo covid-19 dell’Ospedale di Rossano e ad evitare la chiusura del pronto soccorso dell’Ospedale di Corigliano!

 

La sanità in Calabria finalmente è entrata nell’Agenda politica nazionale, ma bisogna dirlo grazie alle inchieste da parte della stampa e deiservizi televisivi, accorgendosi il resto del Paese solo oggi dello stato pietoso in cui versa il servizio sanitario calabrese, ma i calabresi lo sapevano da tempo, perché vivono sulla propria pelle l’assenza di prestazioni sanitarie essenziali, non solo al di sotto dei livelli minimi, ma per un sistema sanità che negail diritto alle cure e che vanifica il principio universalistico del diritto alla tutela della salute. Anni di commissarimento non hanno né ridotto il deficit, anzi aumentato l’indebitamento, né migliorato il servizio sanitario. L’offerta sanitaria pubblica è stata depauperata, con chiusura di presidi ospedalieri, smantellamento di interi reparti, di servizi sanitari e di laboratori, abbandonata la medicina territoriale;mentre è lievitata la spesa per la sanità privata, alla quale occorre necessariamente rivolgersi per effettuare esami ed accertamenti strumentali, pena il rischio per la vita, nel dover attendere i tempi inarrivabili del servizio pubblico.

La pandemia ha aggravata la situazione del servizio sanitario calabrese, determinando la dichiarazione di <zona rossa> non per un indice alto di diffusione del contagio covid-19, ma per la carenza di strutture sanitarie attrezzate di mezzi e dotato di personaleper le cure dei malati covid-19!

Come se tutto questo non bastasse la commissaria dell’ASP di Cosenza Bettelini, anziché preoccuparsi della predisposizione del piano anticovid territoriale, per non parlare di tutta una serie di suoiinadempimenti – tra cui risaltano atti fondamentali per la gestione e per l’organizzazione del servizio sanitario quali la mancata approvazione del bilancio e l’adozione dell’atto aziendale e tanti altri omessi interventi – si è impegnata recentemente in un preavviso di ritorsioni nei confronti del personale sanitario che dovesse pubblicamente parlare delle situazioni della sanità, una censura preventiva che mette in discussione uno dei principi cardini della nostra Costituzione: la libertà di opinione.

Non pare vero, ma in effetti il commissario straordinario dell’Asp di Cosenza, Cinzia Bettelini ha inviato una nota a tutti i dirigenti dell’Asp di Cosenza con cui ha chiesto agli stessi di esercitare le funzioni di vigilanza e di controllo nel rispetto del codice di comportamento aziendale, precisando che, ai sensi dell’art. 54 del T. U. sul pubblico impiego, la violazione dei doveri contenuti nel codice di comportamento, è fonte di responsabilità disciplinare.

La dott.ssa Bettelini, nominata commissaria e proveniente dal civile Veneto, avrebbe dovuto portare seco sprazzi di trasparenza e democraticitànella nostra gestione sanitaria in una regione ove l’opacità regna nella Pubblica Amministrazione, ma pare piuttosto che, anziché porsi sulla via del cambiamento rispetto ad una pratica di gestione chiusa, che tanti danni e mali ha prodotto alla società calabrese, preferisca evocare anacronistici moniti.

Ricordiamo alla commissaria Bettelini, che in disparte le offese gratuite giammai ammissibili e sempre censurabili, confonde il dovere del personale di tenere una condotta improntata a diligenza, lealtà, imparzialità e buona condotta, unici requisiti che qualificano il corretto adempimento della prestazione lavorativa, con la libertà di esprimere la propria opinione, ricordando come sia,anzi, un preciso <dovere> per il dipendente della P.A. perseguire innanzitutto l’interesse pubblico, nel qual caso segnalare situazioni che mettano a rischio, tanto più in un settore delicato come quella della sanità pubblica, la salute dello stesso personale prima e dell’utenza poi.

V’è un diritto alla salute e alla stessa informazione che non può essere sottomesso a nessuna logica aziendale, del resto proprio grazie all’azione di informazione pubblica della stampa e delle Tv nazionali e regionali, è emersa in tutta la sua drammaticità la situazione in cui versa la nostra sanità e la <sofferenza> del popolo calabrese, in quanto privato in sostanza del diritto alle cure.

Tanto più che la commissaria Bettelini avrebbe anche la funzione di garantire il processo di informazione, ossia di acquisire e consentire la conoscenza di situazioni utili alla identificazione, alla riduzione e alla gestione dei rischi in ambiente di lavoro (art. 2 c. 1 lett. bb D.Lgs. n. 81/2008),funzionali ad attivare il processo di prevenzione e disicurezza, per la tutela della salute, innanzitutto, degli stessi operatori sanitari e dell’utenza.

Pertanto, la commissaria Bettelini, si preoccupi della situazione disastrosa in cui versa la nostra sanità, garantendo il funzionamento dei poli covid-19, in particolare di quello previsto presso l’Ospedale di Rossano, siccome mancante attualmente dei mezzi indispensabili, dotandolo del personale sanitario necessario, senza prelevarlo da altri reparti, mettendo innanzitutto in sicurezza l’accesso ed il percorso covid, nonché si attivi per dotare il pronto soccorso dell’Ospedale di Corigliano del necessario personale sanitario, scongiurando la preannunciata chiusura del servizio di prima emergenza, ricordando alla dott.ssa Bettelini che ha la responsabilità gestionale, e anche penale, dell’ASP di Cosenza e il dovere di evitare che l’ospedale di Rossano da luogodi cure diventi esso stesso <focolaio> di propagazione del virus, mettendo a rischio la vita dei pazienti, del personale sanitario ed esponendo l’intera comunità alla diffusione pubblica dell’epidemia.

PD AREA ROSSANO

  

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