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FdI Corigliano Rossano: «Ritardi sullo Statuto certificano il fallimento dell’Amministrazione comunale»

CORIGLIANO ROSSANO • «Avevamo pubblicamente sollecitato l’Assemblea comunale con la speranza di essere ascoltati e, purtroppo, ci rendiamo conto che non c’è peggior sordo di chi non vuol sentire. Forse per incompetenza? Per presunzione? O, ancor peggio, per indolenza. 

Come partito avremmo voluto contribuire nel migliore dei modi alla redazione dello Statuto comunale ma la mancata predisposizione di una bozza su cui lavorare, così come dal sindaco proposto ed un programma comune di lavori, dimostra che ci troviamo davanti ad un’Amministrazione chiusa al dialogo costruttivo e che non riesce a guardare oltre le mura del Palazzo, non curante del fatto che in determinati processi è opportuno ed essenziale il coinvolgimento attivo e totale delle parti sociali, delle associazioni, dei movimenti e dei partiti politici». È quanto sostiene il coordinatore cittadino, Piero Gallina.

«Lo Statuto è la carta fondamentale del Comune e ne regola l'ordinamento generale nell'ambito dei principi fissati dalla legge. In particolare disciplina il funzionamento degli organi di governo comunali e dei municipi, la partecipazione dei cittadini all'attività politico-amministrativa, il diritto di accesso dei cittadini alle informazioni e ai procedimenti amministrativi, gli indirizzi per la gestione dei servizi pubblici comunali, le forme di collaborazione del Comune con gli altri enti nonché l'organizzazione degli uffici e del personale.

Fra i tanti disastri e ritardi procurati ai danni dei cittadini da parte dei nostri rappresentanti, la mancata approvazione dello Statuto è quello più grave. Tale gravità non deriva tanto dal fatto che è stato violato il dettato della norma regionale sull’istituzione del nuovo Comune, quanto perché quella stessa legge regionale è il frutto della sacra volontà diretta ed espressa dai cittadini il 22 ottobre 2017. Gli inviti alla partecipazione nei confronti delle parti sociali non rappresentate nel Civico Consesso e nei confronti dell’associazionismo, dei movimenti e dei comitati, sono stati solo occasionali e senza un momento di raccolta e discussione delle proposte stesse.

Un tema così importante – dichiara ancora Gallina – avrebbe meritato una discussione reale e continua, nelle sedi opportune e con i tempi di studio consoni all’approfondimento delle varie proposte, al contrario, gli inviti occasionali e ristretti nei tempi, si sono rivelati un mero specchio per le allodole che hanno portato alla mancata approvazione dello Statuto dopo mesi di attesa, venendo meno ai dettami della legge regionale che impone la sua approvazione entro sei mesi dall’insediamento della nuova amministrazione. Un ritardo enorme, perché di mesi da quell’insediamento ne sono passati venti, che ha visto il disastroso indirizzo politico attuale governare senza le linee guida il nuovo Ente.

Dopo sei mesi dall’elezione, avremmo già dovuto avere uno Statuto che delineava i suoi principi generali, principi di sussidiarietà e di prossimità per rendere la Nuova Città più vicino possibile e prossima ad ogni cittadino. Un Atto costitutivo quale paradigma di trasparenza attraverso il quale i cittadini da fuori possono, in modo trasparente, apprezzare ogni suo agire, favorire la partecipazione civica dei giovani ed essere un modello sociale di assistenza e tutela degli anziani, nonché esempio nella promozione delle capacità dei diversamente abili. Uno Statuto che guarda ai futuri nuovi cittadini, ai più piccoli, sulla base del modello delineato della Convenzione ONU sugli infanti. Uno Statuto che, oltre alla consacrazione formale dei suoi principi, dovrebbe essere costellato da disposizioni che avrebbero reso gli stessi sostanziali ed effettivi.

I cittadini avrebbero ottenuto strumenti di partecipazione popolare e la tutela dei diritti civici, garantiti da uno Statuto che purtroppo non è stato approvato. E non solo ai cittadini, ma anche strumenti di consultazione e partecipazione di organizzazioni di volontariato, associazioni, comitati e movimenti portatori di interessi diffusi e collettivi, nonché la previsione di un Garante, posto in posizione di speciale indipendenza rispetto agli organi di governo, funzionale al riesame degli atti che hanno determinato potenziali abusi, ritardi e carenze degli uffici nei confronti dei cittadini, delle imprese ed associazioni.

Ai dipendenti del Comune si sarebbe riconosciuta una disciplina per l’organizzazione degli uffici e del personale, ispirata a criteri di autonomia, di funzionalità e di economicità, per assicurare l’efficienza e l’efficacia dell’azione amministrativa. Soprattutto la garanzia di autonomia della gestione amministrativa dalle funzioni di indirizzo e di controllo politico-ammnistrativo, senza che i disastri dell’attuale Amministrazione e del Sindaco Stasi ricadessero anche sui loro sacrifici e sul loro lavoro.

Il ritardo sull’approvazione dello Statuto – conclude Piero Gallina – è un danno enorme per l’intera collettività che dimostra, ancora una volta, il totale distacco fra i cittadini e chi dovrebbe rappresentarli, oltre all’evidente incapacità di gestire un momento storico così importante per il territorio e per la Calabria intera. Mesi inutilmente trascorsi che nessuno potrà mai più ridarci».