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Fusione, tutti contro chi agisce alle spalle del territorio

Antoniotti, Caracciolo, Rapani, Scorza e Stasi incontrano Geraci

CORIGLIANO – L’unione fa la forza. Come non mai. L’incontro promosso dal sindaco Giuseppe Geraci con i candidati a sindaco di Rossano per discutere di fusione, ha regalato grandi speranze: quell’unità di intenti che forse mai si era respirata prima fra i due comuni. Il summit tenutosi al Castello e dai contorni assolutamente cordiali, insomma, inietta nuova linfa nell’iter di fusione, che sfocerà col referendum popolare.

 

Nel fare gli onori di casa e nel salutare Titti Scorza, Tonino Caracciolo, Ernesto Rapani, Flavio Stasi e Giuseppe Antoniotti, Geraci rimarca le criticità da affrontare insieme e da risolvere: Ospedale della Sibaritide, depuratore consortile, rifiuti (ne parliamo a parte), centrale unica dei contratti.

Fra i candidati a sindaco, Caracciolo evidenzia come il comune unico sovvertirà i “potentati politici che ci mettono il cappello”. “Ci batteremo affinché nessuno (la Regione, ndr) metta il bastone fra le ruote, e sui grandi temi che dovremo discutere e risolvere insieme. L’anno di pausa fra una delibera e l’altra ha mosso le coscienze dei cittadini, anche grazie alle associazioni, al comitato delle 100 associazioni che ha innescato il processo facendo, in pratica, da “atto di impulso”. Partiamo dalle cose concrete, una stagione estiva e un piano di protezione civile comune per lanciare segnali chiari alla popolazione”.

Fa eco Antoniotti: “Se siamo qui è grazie alla volontà popolare, alle associazioni, al Comitato delle associazioni e ad Amerigo Minnicelli. Non perdiamo, però, di vista le priorità. Per questo chiedo a Geraci di rappresentare anche Rossano ai tavoli istituzionali in questa fase di commissariamento come ho fatto io quando Corigliano era commissariata e per la quale mi sono occupato di Pisu, Pisl, depuratore. Parliamo con la Regione, e premiamo affinchè si scriva una equa legge referendaria”.

“Saranno fondamentali le informazioni che faremo veicolare sulla fusione – aggiunge Rapani – e prepariamoci al referendum sperando che la Regione, oggi governata grazie ad una percentuale di quel 46% di calabresi recatisi alle urne, non si metta di traverso. Ma soprattutto iniziamo a parlare la stessa lingua per risolvere i gravi problemi che ci affossano, sanità, trasporti, rifiuti. Ecco, non possiamo consentire che un bando rispolverato proprio ieri trasformi questo territorio nella pattumiera della Calabria”.

“Iniziamo a dare impulso alle idee attraverso un unico programma estivo, dei servizi integrati ma battiamoci soprattutto per quel senso di appartenenza comune mai sviluppato. Ciò intralcerà quei poli di potere politico che risiedono altrove. È fin troppo chiaro come alcuni “disegni” si stiano abbattendo su questo territorio – è più esplicito Flavio Stasi – dopo l’approvazione della delibera a Corigliano anche in maniera più feroce. Dobbiamo smetterla di accapigliarci sui reparti ospedalieri e fare fronte con una posizione unica sulle grandi questioni come l’ospedale unico, paradigmatico di come stiano agendo contro questo territorio”.

Per Titti Scorza, infine, oltre a concordare con gli altri, un chiaro esempio di testimoniare coi fatti la fusione sarebbe, a giusta ragione, l’unificazione del lungomare.

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Luca Latella