San Nilo e Codex negli itinerari turistici

Scarcello: Grave defaillance della Regione alla Bit di Milano che ha dimenticato questo territorio
Inserire il Percorso di San Nilo e la valorizzazione del Codex Purpureus Rossanensis negli itinerari di promozione territoriale che la Regione Calabria sostiene e diffonde nelle numerose fiere e borse internazionali del turismo. È assurdo e paradossale che la Regione Calabria abbia escluso la Sibaritide dalle aree di promozione alla Bit di Milano,

manifestazione di respiro internazionale che raccoglie intorno a sé gli operatori turistici di tutto il mondo, un numeroso pubblico di visitatori, appassionati di viaggi, televisioni e stampa, tenutasi dall’11 al 13 febbraio scorsi. Nello stand della Calabria, infatti, per quanto riguarda il progetto sulla valorizzazione del turismo religioso sono stati promossi due soli itinerari: "La riviera dei Cedri", che identifica il territorio dell'Alto Tirreno calabrese e "La riviera dei Gelsomini" che identifica gli itinerari del Basso Ionio reggino.

È quanto denuncia il coordinatore cittadino del movimento “Il Coraggio di Cambiare l’Italia”, Vincenzo Scarcello, amareggiato per questa ennesima defaillance del Governatore Oliverio nei confronti di un territorio sempre più penalizzato e abbandonato.

È impensabile escludere dal progetto di valorizzazione dei percorsi del turismo religioso calabrese non solo la riscoperta del Codex da poco riconosciuto patrimonio Unesco, unico in Calabria – dichiara Scarcello – che la personalità spirituale e carismatica di San Nilo, figura cardine dell’unificazione delle Chiese d’Oriente e Occidente, la cui opera è ancora viva nel comprensorio Jonio-Pollino ed abbraccia un vasto territorio che a partire proprio da Rossano, si estende per tutta la Sibaritide e nell’hinterland dei paesi arbereshe, in particolare a San Demetrio Corone, fino ad arrivare alla monumentale abazia di Grottaferrata fondata proprio dall’abate rossanese e centro di importanti studi sul cristianesimo bizantino e sull’apostolato orientale. L’imponente ruolo della Città di Rossano in ambito culturale e turistico è più che mai evidente, oggi più di ieri, se si considera che è da secoli la dimora del Codex Purpureus Rossanensis, che a breve, dopo i lavori di restauro, ritornerà nel nuovo Museo Diocesano.

Perciò – aggiunge il Coordinatore civico del CCI - è d’obbligo chiedersi, come sia possibile escludere dal progetto di valorizzazione del turismo religioso questo itinerario. È grave pensare che chi governa la Calabria non conosca la nostra storia, ma ancora più grave sarebbe pensare che, pur avendo consapevolezza dell’importanza e il rilievo della storia e della cultura di quest’area della regione, la abbiano intenzionalmente esclusa dal progetto per continuare l’azione di isolamento e depauperamento di un territorio bellissimo e potenzialmente ricchissimo.

Nulla togliere ai due itinerari individuati e presentati alla Bit di Milano – prosegue -, ma tra questi progetti d'eccellenza non è pensabile né accettabile escludere Rossano, la Sibaritide e il percorso legato alla vita di San Nilo che con le sue opere e i suoi insegnamenti ha contribuito, in modo inequivocabile, a quella rivoluzione culturale e politica a cui il nostro continente è andato incontro sin dal Medioevo, dunque, a quel processo copernicano di unificazione che per secoli aveva tenuto lontane la Chiesa d’Oriente e quella d’Occidente. Così come il Codex, unico patrimonio riconosciuto dall’Unesco in Calabria e che, come ha ribadito uno dei maggiori critici d’arte italiani, Vittorio Sgarbi, in visita nella Città di Rossano nei giorni scorsi, insieme ai Bronzi di Riace, rappresenta il maggior patrimonio storico artistico da promuovere e valorizzare. Pertanto, – conclude Scarcello – chiedo che si provveda immediatamente ad inserire questo percorso, tra gli itinerari di turismo religioso che la Regione Calabria promuove nelle numerose fiere e borse internazionali, alle quali partecipano gli operatori di settore di tutto il mondo.

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