PAI e dissesto, se ne parla a sproposito

Col PRG del 2000 rese edificabili colline e coste. PSA,Caracciolo:Menin non sa di cosa parla
DICHIARAZIONE DI TONINO CARACCIOLO
Mi corre l’obbligo di rispondere all’ignoranza od alla malafede del dottor Fabio MENIN ritenendomi perfino diffamato dalle sue affermazioni false  e calunniose nei miei riguardi. Intanto MENIN è di una ignoranza sconvolgente. Il PSA, cioè il Piano Strutturale Associato, contiene una ricognizione delle frane in essere che deve essere la più aggiornata possibile al fine di imporre vincoli nel piano medesimo. I vincoli PAI si aggiungono a quelli derivanti da questa analisi prevista da specifiche norme in materia. Se MENIN lo avesse letto, visto che è pubblicato in rete, non avrebbe sparato la prima castroneria. Ma forse si tratta di malafede.

 
Andiamo avanti. Il PAI ha imposto migliaia e migliaia di vincoli sul territorio calabrese relativi a frane, alluvioni ed erosione costiera. La prima versione, che lo scrivente ha coordinato, è già superata: dal 2015 per le alluvioni con il cosiddetto Piano Alluvioni redatto dall’Autorità del Distretto dell’Appennino Meridionale – di cui MENIN ignora l’esistenza; per l’erosione costiera dal Piano stralcio per l’erosione Costiera approvato dall’Autorità di Bacino nel 2014 e per le frane dai numerosi aggiornamenti fatti dalla stessa Autorità nel corso degli anni dei quali l’ultimo è di questi giorni. – MENIN ignora tutto questo. Come ignora che negli anni sono state presentate numerose istanze di riclassificazione che, per come prevede la normativa, sono state oggetto di valutazione, positiva o negativa, da parte della stessa ABR.
 
Chi scrive conduce da anni una battaglia e una dura polemica pubblica, anche in sede scientifica, vedi Convegno sulla Previsione e la Prevenzioni del rischio idrogeologico promosso dall’Accademia Nazionale dei Lincei l’8 aprile scorso all’Unical e del quale sono stato relatore (farò avere a MENIN una copia degli atti appena pubblicati). Sostengo infatti  che occorre procedere ad una revisione radicale del PAI sia sotto il profilo metodologico che dell’aggiornamento delle informazioni.  Una attività esplicata in convegni, pubblicazioni, articoli di stampa, servizi televisivi compresi quelli del dopo alluvione 2015 e l’ultimo tenuto a Rossano nel  marzo di quest’anno. – Infine, ritornando ai Piani Strutturali, ex PRG dei Comuni, segnalo che nel Quadro Territoriale Paesaggistico della Regione Calabria è contenuta la misura atta a prevenire il rischio e non a rincorrerlo. Diverrà obbligatoria, una volta completato l’iter in corso presso il Consiglio Regionale, una analisi di suscettibilità ai rischi di frana ed alluvione affinché si valuti la probabilità di evento laddove i fenomeni non si sono mai manifestati. Io sono uno degli estensori della specifica Tecnica. – In questi giorni, nell’arroventato clima di campagna elettorale, tanti ed a sproposito parlano a Rossano di PAI e dissesto idrogeologico solo per attaccare la mia persona visto che sono candidato. Io mi vanto di avere imposto migliaia e migliaia di vincoli in una regione devastata dagli scempi dell’uomo. Coloro che si prestano a tale azione diffamatoria ancorché ignoranti e  in malafede, dimenticano che a Rossano il PRG è stato adottato nel 2000 e sono state rese edificabili tutte le colline e la costa. Da qui derivano a mio avviso tante conseguenze nefaste come quelle dell’alluvione del 12 agosto sulla quale, per gli aspetti penali, si pronuncerà la Procura della Repubblica. Resto sempre disponibile a qualunque confronto ed in qualsiasi sede sulle tematiche della gestione del territorio e sfido MENIN a richiedermelo quanto prima. Affinché non dica più castronerie.
 

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