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Rossano e’ una colonia o una citta’ libera?

Se dovesse risultare sindaco uno dei “ vecchi” della politica locale chiunque egli fosse ci troveremmo davanti a questa situazione : persona legata a semplice o doppio filo con Regione Calabria, Città di Cosenza, Governo Italiano. Tutti i candidati espressione della vecchia classe politica della città, infatti, hanno in una maniera o nell’altra legami con le istituzioni calabresi, col governo o con la città di Cosenza.

Purtroppo Rossano è stata vittima di un attacco concentrico alle sue istituzioni amministrative e di servizio( Tribunale,ospedale ecc) che ha visto protagonisti : il governo, la Regione Calabria, i partiti di destra e sinistra di Cosenza e della Regione. Tutte le forze e le rapresentanze politiche locali sono state massimamente incapaci di difendere la città, questo è un fatto sotto gli occhi di tutti, quindi dare il voto a questi significa accettare di essere subalterni a vita, di fare gli elemosinanti a vita che Cosenza si ricordi di noi e ci lasci qualche briciola( o meglio lasci qualche briciola per i soliti amici degli amici) . Pertanto non c’è nessuna garanzia che eleggendo uomini come Caputo, Mascaro, Rapani, Caracciolo ci sia qualche garanzia di indipendenza dai centri di potere delle istituzioni italiane. L’unico forse che potrebbe avere meno legami è il sindaco uscente Antoniotti, che alla fine è diventato un relitto della destra abbandonato dal suo partito, ma non ha purtroppo lo spessore per alzare la voce con le istituzioni che hanno mortificato la città. Quindi penso io, volendo bene a questa città, come le voglio da molti anni in cui mi sono occupato dei suoi boschi e della sua natura, bellissime in cui ho creduto e credo che possa veramente diventare una buona fonte di attrazione turistica: qui siamo diventati una colonia nel sottosviluppo generale della Calabria, una terra da rapinare viste le poche risorse di cui dispone la regione per incapacità e insipienza di una classe politica serva di Roma. Ora, siccome la ricchezza nella provincia di Cosenza e nella Calabria sta qui, o almeno la maggior parte produttiva della Calabria sta proprio qui( comprendendo anche Corigliano e la piana di Sibari) , siamo noi che dobbiamo prendere coscienza di noi stessi senza delegare più a nessuno il nostro futuro. Allora le strade sono due: o restiamo vincolati al giogo di chi ci vorrebbe spolpare tutto quello che abbiamo, oppure diciamo basta e cominciamo a difendere con le unghie e coi denti il patrimonio della città e del territorio e pretendiamo quello che ci spetta. per fare questo occorre cambiare, avere il coraggio di cambiare. E, allo stesso, occorre cominciare a pensare un po’ più in grande, perché se ci impegniamo abbiamola possibilità di fare molte cose per il turismo e difendere meglio la nostra agricoltura. Le liste di cambiamento sono due. Quella del Movimento cinque stelle e quella di Flavio Stasi. Entrambi i protagonisti sono due bravi laureati uno avvocato con una esperienza di quasi cinque anni dentro il comune di Rossano nell’ufficio legale, l’altro ingegnere con una esperienza politica nel movimento “Terra e Popolo”; non sono uomini che devono campare di politica, ma fanno politica per passione il che è quello che serve ai cittadini per riformare la politica. Io penso che per fare questo tipo di operazione serva un appoggio con una forza politica nazionale che Acri ha alle spalle, la prima forza politica per numero di voti, e la seconda rappresentata in parlamento . Questi appoggi contano, a mio avviso se dobbiamo intraprendere un percorso diverso di maggiore autonomia e rinascita della città nel quadro di una rinascita dell’area jonica calabrese. Per avere un investimento sui trasporti, la ferrovia , la ss. 106, primo punto, per riavere i reparti dell’ospedale che ci sono stati tolti, per riavere il tribunale occorre qualcuno che sia intenzionato seriamente a mettersi a capo della protesta di tutto il territorio e si faccia sentire dalle istituzioni, arrivando anche a forme estreme di lotta come lo sciopero fiscale, se necessario! Ma bisogna crederci nel popolo, non per riempirsi le tasche, ma perché se si viene eletti si vuole esserne servitori. Ormai i partiti non esistono più , sono dei puri centri potere preda delle lobby di turno, che si alleano con mafie e camorre, come dimostrano gli scandali di ogni giorno purtroppo. Allora rossanesi, se avete amici, parenti, nelle liste di questi “vecchi” lupi della politica pensate al futuro dei vostri figli , e date la preferenza a chi vuole veramente cambiare non a chi vuole tenere la poltrona dopo avere affossato la città!
prof. Fabio Menin

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