Un campione “made in Calabria”

Certe storie non sono una sintesi di eventi, raccontano qualcosa oltre ai fatti, rivelano un sogno. Diventano fonte d’ispirazione per tanti appassionati che praticano, a livello amatoriale, una disciplina sportiva. Esperienze che entrano di diritto nell’immaginario di una comunità. Una di queste storie ha per protagonista il poker player professionista Domenico Drammis. Araldo del poker “made in Calabria”. 


 
 
Domenico Drammis con in mano la “picca”, il trofeo dell’Italian Poker Tour
 
Domenico viene da Anoia. La sua carriera, al pari di tanti altri giocatori alle prime armi, comincia intorno ai tavoli da gioco virtuali, sull’onda del poker online, esploso in seguito al fenomeno “Moneymaker” (player amatoriale divenuto campione del più prestigioso festival di poker al mondo, le World Series of Poker). 
 
Ma i suoi principali risultati Domenico li ha ottenuti negli eventi dal vivo, dove ha fronteggiato alcuni dei top player italiani. Uno dei più importanti, nonché recenti, piazzamenti riguarda infatti l’Italian Poker Tour di. In un sol colpo “ddomenico”, questo il nickname utilizzato online, ha conquistato l’IPT Grand Final di Saint Vincent. Al pro calabrese sono andati i €130.000 della prima moneta, ma la sua buona stella aveva in serbo altre novità. Questa prestazione gli ha permesso di chiudere al vertice la “IPT Leaderboard” e di ottenere quindi anche la sponsorizzazione per la successiva stagione dell’Italian Poker Tour, offerta da Poker Stars, organizzatrice dell’evento.
 
Come se ciò non bastasse, nel corso del 2013, Domenico è salito sul podio della tappa di San Marino dell’IPT, portando a casa oltre 42mila euro. L’anno precedente, invece, il pro si è distinto nell’evento principale della rassegna “La Notte del Poker”. Suo un sesto posto da quasi 20mila euro. Serie di piazzamenti che compone un crescendo in grado di richiamare l’interesse degli appassionati di tutta la Calabria e spingerli a misurarsi nei tornei virtuali. 
 
A dispetto di ciò che spesso viene lasciato intendere dai media, il poker, in realtà, non rientra nel campo del gioco d’azzardo. Si tratta di una disciplina sportiva che figura nell’ambito dei giochi di abilità, proprio come gli scacchi, tanto per fare un esempio. Status ribadito, in più di una sentenza, persino da parte della Corte di Cassazione e recentemente dal Tribunale di Pesaro. Ma cosa significa “gioco d’abilità”? Che nel lungo periodo solo i migliori riescono a trionfare. È uno sport meritocratico in cui la costanza e l’allenamento, insieme al talento, sono i fattori decisivi che possono condurre a vincite importanti e al prestigio di una discreta visibilità mediatica. Tutti aspetti che Drammis conosce a fondo e la sua immagine di professionista vincente ha ispirato molti calabresi ad approfondire il poker texas hold’em, la variante di poker più diffusa a livello internazionale. Oggi poi mettersi in gioco è molto facile grazie alla legalizzazione del poker online, un formato che permette a ogni player di affrontare rivali a fronte di un investimento minimo, anche poche decine di centesimi. 
 
Non è un caso quindi che persino gli home games, ovvero le partite condotte in circoli e abitazioni private, siano in rapida ascesa. Chissà se presto avremo un nuovo Drammis nel nostro territorio e se le sue avventure andranno a comporre un nuovo capitolo nella storia del poker italiano

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