
Quell’interminabile estate del ‘26. Sembra il titolo di un film, tipo «La calda notte dell’ispettore Tibbs», ed invece è la cocente, dico cocente, realtà. Quella che per alcuni è solo un’impressione, per altri sta diventando una vera e propria tortura a fuoco lento.
L’estate 2026, in Europa, verrà ricordata come una delle più torride di sempre o così dovrebbe essere.
In altri momenti la ricorderemmo come quella che non finiva mai, appunto, in altri momenti, ma, purtroppo, anche i «momenti» non sono più quelli di una volta.
«Finalmente, signora mia, le stagioni hanno messo la testa posto e sono ritornate a fare il loro dovere, sono riapparse persino le mezze stagioni, ci sarà il Natale con la neve e la Pasqua con gli uccellini canterini e l’aria frizzantina»… Ma quando mai! Rassegniamoci, non sarà più così, anzi, rimpiangeremo l’estate 26 considerata come una delle più fresche. Ma pensa te! E dire che stavo per buttare l’ultimo indumento pesante, simil-cappotto, presente nel mio armadio.
Proviamo, dunque, a sintetizzare le divinatorie previsioni degli oracoli a partire da un incoraggiante e ricco di promesse incipit: andiamo dritti verso l’estinzione!
Ci avviamo allegramente verso la sesta estinzione di massa.
Sostanziosi contributi al gioioso evento provengono naturalmente dalle attività del bipede umano, o forse, umanoide. Le temperature record hanno provocato, nel vecchio continente (toh! anch’esso anziano e…. longevo), solo nell’ultima settimana di giugno più di 10mila vittime.
Il nostro mare (mare nostrum) bolle, superando, a volte, i 33 gradi. La prova provata di quanto affermato, non ha bisogno di strumenti tecnologici di verifica, basta il sottoscritto.
Infatti, lo scrivente, essendo freddoloso (e a volte anche frettoloso) per natura, anche d’estate preferisce docce ustionanti tra il primo e il secondo grado, ebbene, in questi giorni si concede qualche immersione, sia pure breve, nelle accoglienti e brodose acque dell’amato Ionio. …azz chi l’avrebbe detto! Cosa impensabile fino a qualche anno fa, e, come diceva quella santa donna di mia madre «Non ci avrei creduto anche se me l’avesse detto una zingara».
Ma continuiamo a pescare tra le gratificanti notizie.
Gli incendi si sono mangiati in Europa 568mila ettari con generoso contributo di bastardi piromani; molti fiumi sono diventati più secchi delle aringhe mettendo in ginocchio l’agricoltura..con tutto quello che ne consegue, manca l’assalto delle cavallette e locuste nonché l’invasione delle rane e siamo a posto.
Tra l’altro non possiamo che “gioire” quando ci dicono che nel 2027 le cose non andranno meglio
Per molti la via da seguire sarebbe,udite..udite, quella del lockdown climatico
Lo spettro della pandemia aleggia ancora e, purtroppo, non di solo Covid,noi miseri mortali,ci dobbiamo preoccupare.
In realtà sarebbe sì una politica di austerity, ma non significherebbe confinarci in casa, cosa che già noi di una «certa» pratichiamo autonomamente, significherebbe, invece, adottare dei provvedimenti mirati a ridurre gli spostamenti con mezzi altamente inquinanti, come ad esempio le automobili e gli aerei, mezzo, quest’ultimo, che il sottoscritto utilizza almeno un paio di volte al mese per i suoi spostamenti intercontinentali.
Una politica che mirerebbe a promuovere mezzi di trasporto più sostenibili, come quelli pubblici o addirittura green, come biciclette e monopattini.
Peraltro, che si stia cercando di muoversi verso mobilità più pulite (anche se con grande ritardo) è testimoniato dalla “guerra” che l’Unione Europea sta facendo alle auto con motore a combustione, ritenute tra le principali cause dell’inquinamento. Già la possibilità di dover avere un’auto elettrica sta mobilitando i negazionisti dell’emergenza climatica. Quindi, con grande onestà, sebbene da più parti se ne parli, la possibilità di un lockdown climatico è al momento piuttosto remota.
Anche se tanti di noi, come detto, il lockdown climatico lo praticano istintivamente.
Ad una certa età bisogna preservare la pellaccia e mettere la testa fuori quando è possibile: all’alba e in ore notturne. Ma che bella prospettiva. Che bella la vita!