Si è svolta il 12 agosto 2026 a Rossano la Festa diocesana della Madonna Achiropita, Patrona dell’Arcidiocesi di Rossano-Cariati. La solenne concelebrazione eucaristica è stata presieduta da mons. Giuseppe Satriano, Arcivescovo di Bari-Bitonto e già Arcivescovo di Rossano-Cariati, accolto dall’Arcivescovo mons. Maurizio Aloise, dal presbiterio e dalla comunità diocesana.
Nel saluto di accoglienza, mons. Aloise ha ringraziato l’ospite: «Un saluto particolarmente grato e riconoscente rivolgo a Sua Eccellenza Reverendissima l’Arcivescovo di Bari-Bitonto, Mons. Giuseppe Satriano, già Arcivescovo di Rossano-Cariati, che ringrazio di cuore per aver accolto il nostro invito e per aver voluto essere con noi questa sera. La sua presenza è per noi motivo di gioia e di comunione e ci permette di vivere ancora una volta quel legame di affetto e di fraternità che non viene meno con il passare del tempo» – ha detto mons. Aloise.
Mons. Satriano ha risposto manifestando commozione: «Ritornare oggi tra voi, nella festa della Vergine Achiropita, è per me motivo di profonda commozione» – ha detto all’inizio dell’omelia. Rivolgendosi a mons. Aloise ha aggiunto: «Grazie don Maurizio per la tua vicinanza fraterna e cara. È bello per me essere qui».
L’omelia: una Chiesa che guarda avanti
Commentando il profeta Isaia, l’Arcivescovo ha richiamato la promessa: «Ecco, io faccio una cosa nuova: proprio ora germoglia, non ve ne accorgete?». Ha spiegato: «La memoria biblica non è mai un rifugio nel passato, ma forza per aprirsi al futuro» – ha sottolineato mons. Satriano, chiedendosi: «Abbiamo ancora occhi capaci di accorgercene?».
Il cuore dell’omelia si è concentrato sulla figura di Maria e sul Magnificat. Commentando le parole di san Paolo, mons. Satriano ha evidenziato la scelta di Dio di entrare nella storia attraverso una donna: «Maria diventa lo spazio nel quale Dio può lavorare» – ha affermato. Ha aggiunto che la fede «non consiste anzitutto nel moltiplicare ciò che facciamo per Dio, ma nel lasciare che Dio faccia qualcosa di vero in noi».
Il legame con l’Achiropita e l’alluvione del 2015
Mons. Satriano ha ricordato la devozione popolare per la Madonna Achiropita, «entrata nella carne di questa terra», alla quale generazioni di fedeli hanno affidato figli, famiglie, malattie, raccolti, partenze e ritorni.
L’Arcivescovo ha richiamato anche l’alluvione che il 12 agosto 2015 colpì Rossano e la costa ionica, sottolineando come la memoria credente della comunità abbia letto, nella tragedia che non provocò vittime, un segno della protezione dell’Achiropita. Ha però ammonito che la devozione non può limitarsi alla richiesta di essere preservati dal male: «Maria non è un riparo che ci sottrae alla storia. È una Madre che ci rimette dentro la storia con uno sguardo diverso».
Da qui l’appello a una devozione capace di tradursi in attenzione al prossimo, davanti alle sofferenze della Calabria: il lavoro che manca, i giovani costretti ad andare via, le famiglie fragili, gli anziani soli, le disuguaglianze, l’illegalità e il malaffare.
La consegna finale
Nelle conclusioni dell’omelia, mons. Satriano ha affidato all’Arcidiocesi un augurio: «È forse questo il dono da chiedere oggi per questa vostra amata Chiesa, che sento cara al mio cuore: lasciar lavorare Dio» – ha affermato. Ha richiamato il significato del nome Achiropita, “non fatta da mano d’uomo”, come chiave per comprendere la vocazione della comunità cristiana.
La celebrazione si è conclusa con un messaggio di fiducia e la preghiera per l’Arcidiocesi, per il suo pastore e per l’intera comunità diocesana. «Dio benedica l’Arcidiocesi di Rossano-Cariati con il suo pastore, doni a tutti e ciascuno gioia e salute. Buona vita… Evviva Maria!» – ha concluso mons. Satriano.