Tanti cittadini e fedeli, sabato 26 settembre 2026, hanno partecipato ai festeggiamenti, civili e religiosi, in onore di San Nilo Abate (Santo Patrono di Rossano).
In serata, dopo la celebrazione eucaristica presieduta da S.E. Mons. Maurizio Aloise (Arcivescovo della Diocesi di Rossano-Cariati) nella Cattedrale alla presenza anche di S.E. Mons. Francesco Milito (Vescovo emerito della Diocesi di Oppido-Mamertina Palmi) e di diversi sacerdoti della Diocesi di Rossano-Cariati, si è dato vita alla tradizionale Processione per le vie del centro storico. La Santa Messa è stata animata dai canti religiosi eseguiti, perfettamente, dal Coro della Cattedrale diretto dal Maestro Luigi Pignataro. In Cattedrale erano presenti, oltre ai vigili urbani in grande uniforma con i due gonfaloni della città ed al picchetto d’onore formato dalla Polizia di Stato e dai Carabinieri, il sindaco di Corigliano-Rossano Flavio Stasi, diversi assessori e consiglieri comunali, ma anche tutte le forze dell’ordine (Polizia di Stato, Carabinieri, Guardia di Finanza, Polizia Municipale). La Processione, accompagnata dall’Associazione Bandistica “A De Bartolo” di Corigliano-Rossano diretta dal Maestro Domenico Di Vasto, ha effettuato il seguente itinerario: Cattedrale, discesa Cattedrale, Via XX Settembre, Via Amandola, con tappa dinanzi alla casa di San Nilo nel quartiere San Nico nella parte bassa di Rossano centro dove si è vissuto un momento di preghiera in ricordo dell’illustre concittadino rossanese. In seguito, poi, si è raggiunto la centralissima Piazza Steri dove si è proceduto alla significativa cerimonia della consegna delle chiavi della città al Santo Patrono da parte del sindaco Flavio Stasi. Al termine, dopo gli interventi del sindaco e del padre Arcivescovo, il simulacro di San Nilo ha fatto rientro nella sua chiesa percorrendo Corso Garibaldi, Piazza SS.mi Anargiri, Corso Garibaldi fino alla chiesa del Santo. Per i festeggiamenti civili, invece, si è assistito al concerto live dei “Gemelli Diversi” e all’esibizione del Dee-Jay “Inno” in cui il pubblico ha trascorso una serata all’insegna del divertimento. Prima del concerto è stato osservato un minuto di silenzio in ricordo del giovane militare rossanese Marco Curia. Perfetto, tra l’altro, il piano di sicurezza dell’evento coordinato dall’Ing. Gennaro Diaco, grazie anche alla presenza dei volontari della “G.E.R.A.” e della Croce Rossa Italiana del Comitato Locale di Corigliano-Rossano. Presenti anche le forze dell’ordine (Polizia di Stato, Carabinieri e Polizia Municipale). Di seguito pubblichiamo la biografia del Santo rossanese. La vita di San Nilo è stata tramandata fino ai giorni nostri grazie al Bios, scritto nella prima metà dell’XI° secolo a Grottaferrata, attribuita a San Bartolomeo il Giovane, suo discepolo. Figlio secondogenito di famiglia nobile e ricca, nacque nel 910 a Rossano, città della Calabria allora provincia dell’Impero bizantino. Fu battezzato col nome di Nicola, nacque nel 910 a Rossano, e crebbe come credente convinto. La vita monastica aveva delle attrattive su di lui, ma si sposò con una giovane ed ebbe da questa una figlia. All’età di 30 anni, colto da una febbre violenta, è scosso interiormente e coglie questo fatto come un segno divino per riportarlo a ciò per cui era chiamato: la vita ascetica. Nell’anno 940 si volse seriamente a Dio e si ritirò sulle vallate del Merkourion, tra Calabria e Basilicata, scegliendo di vivere per il suo apprendistato monastico con asceti di grande fama, come S. Fantino il Giovane. Questa decisione non fu appoggiata dalla sua famiglia, la quale decise di chiedere aiuto al governatore bizantino per impedire a Nicola di farsi monaco, costringendolo così a spostarsi al Nord, nel monastero di San Nazario, sotto la giurisdizione longobarda. Nei quaranta giorni che passò a S. Nazario, Nicola prese il nome di Nilo, probabilmente in onore di S. Nilo Sinaita e mostrò un’ascesi molto esigente e decisa, facendo voto di non accettare mai cariche ecclesiastiche. Tornato al Merkourion, vi rimase dal 940 al 943 circa per formare il suo spirito sulle linee guida della tradizione monastica, i cui principi fondanti erano umiltà e obbedienza. In seguito, con lo scopo di coltivare la quiete contemplativa alternata al lavoro manuale, si trasferì nella grotta di S. Michele, dove visse per dieci anni impegnandosi in un’ascesi fatta di preghiere, studio e digiuno e diventando famoso per la sua saggezza e per la sua prudenza. Nel 953, le incursioni saracene indussero il Santo a recarsi insieme ai suoi discepoli nell’oratorio di S. Adriano Martire (oggi in S. Demetrio Corone), dove rimase fino al 978. All’interno del suo monastero impose ai discepoli severe regole basate oltre che sull‘umiltà e sull’obbedienza, anche sul distacco dai beni terreni e sulla carità. Vista la frequenza delle incursioni dei pirati saraceni, la comunità niliana decise di spostarsi in terra latina, dove Aligerno, Abate di Montecassino, gli affidò il piccolo monastero di Valleluce, per continuare a celebrare la liturgia orientale. Qui vi rimase fino al loro trasferimento a Serperi, vicino Gaeta, quattordici anni dopo. Intorno all’anno Mille, incontrò l’imperatore Ottone III° che volle rendergli omaggio con doni e cariche, i quali però furono tutti rigorosamente rifiutati per rispetto dei voti fatti. Infine, per sfuggire agli onori della sua fama, Nilo decise di partire alla volta di Roma per trovare un luogo dove radunare i suoi discepoli. Tuttavia, consapevole dell’avvicinarsi della morte, decise di fermarsi nel cenobio italo-greco di Sant’Agata, nei pressi di Tuscolo. Nilo, qui, ebbe una visione della Beatissima Madre di Dio che gli mostrò la stabile dimora dei suoi monaci presso il Tuscolo. Tale promessa si avverò quando il conte Gregorio I° gli donò il terreno su cui fondare il suo monastero e in cui la comunità monastica iniziò ad insediarsi tra i ruderi di antichi edifici romani, dove ancora oggi sorge l’Abbazia di Grottaferrata in provincia di Roma. Il Santo morì il 26 settembre 1004 nel monastero di Sant’Agata e le sue spoglie vennero portate nel monastero criptense in costruzione. Ogni anno, precisamente il 26 settembre, viene celebrata la festa religiosa in onore di San Nilo Abate sia a Grottaferrata che nella sua città natale Rossano di cui è Santo Patrono. Si narra, infatti, che San Nilo Abate è il Santo protettore sia dei rossanesi che dei forestieri. Un Santo, ancora oggi, venerato nella sua città e non solo. Appuntamento, infine, al prossimo anno, il 26 settembre 2027, con i festeggiamenti, civili e religiosi, in onore di San Nilo Abate (Santo Patrono di Rossano).
ANTONIO LE FOSSE