Turismo a Corigliano-Rossano, Futuro Nazionale: «Serve una svolta»

I Comitati di Futuro Nazionale di Corigliano-Rossano tornano a porre con forza il tema del turismo, partendo da una considerazione che, a loro avviso, non può più essere elusa: «Quella appena trascorsa è stata una stagione estiva che, sul piano della qualità dell’offerta turistica e della capacità di programmazione, ha mostrato tutte le criticità di un sistema che da troppo tempo procede senza una vera strategia».

Sono ormai quasi otto gli anni di amministrazione Stasi e, secondo Futuro Nazionale, non si registra quella crescita turistica auspicabile per una realtà dalle enormi potenzialità come Corigliano-Rossano. «Non solo non avvertiamo un salto di qualità – sostengono i referenti dei Comitati – ma in alcuni ambiti abbiamo la sensazione di una vera e propria regressione».

Il riferimento più evidente è ai centri storici, che un tempo, soprattutto durante i mesi estivi, riuscivano a vivere una maggiore presenza di visitatori e cittadini. «Oggi assistiamo a situazioni difficili da spiegare – affermano – fino ad arrivare a registrare veri e propri flop anche in giornate che dovrebbero rappresentare il cuore della stagione, come il 14 agosto nel centro storico rossanese».

Per Futuro Nazionale il problema non è la mancanza di iniziative in assoluto, ma l’assenza di una visione complessiva e di una programmazione costruita con largo anticipo. «Una stagione turistica non si improvvisa a giugno o a luglio. Occorre lavorare durante tutto l’anno, costruire un’offerta, promuoverla sui mercati, coinvolgere operatori, strutture ricettive, associazioni, tour operator e realtà imprenditoriali. Bisogna creare le condizioni perché il turista scelga Corigliano-Rossano come destinazione e non semplicemente aspettare che arrivi da solo».

«Schiavonea vive grazie ai cittadini e agli imprenditori»

Un discorso a parte, secondo i Comitati, merita la zona di Schiavonea, dove la stagione estiva continua a mostrare vitalità. «Schiavonea rappresenta una realtà importante e viva – sottolineano – ma sarebbe profondamente ingeneroso attribuire questa vitalità esclusivamente all’azione amministrativa. È soprattutto il risultato della laboriosità dei cittadini, degli operatori e degli imprenditori del luogo, che da anni investono, lavorano e tengono in piedi l’economia turistica della zona».

Il punto, dunque, è un altro: «Perché non trasformare questa energia in una strategia complessiva per tutta la città? Perché non mettere in rete il mare, i centri storici, il patrimonio culturale, l’enogastronomia, i borghi, il paesaggio e le tante eccellenze che possediamo?».

«Non basta contare le presenze nelle strutture»

Futuro Nazionale contesta anche quella che definisce una lettura semplicistica dei dati sulle presenze turistiche. «Non ci si venga a raccontare che il problema non esiste semplicemente citando i numeri delle presenze nelle strutture ricettive. Quei dati fotografano principalmente ciò che accade all’interno delle strutture private e non necessariamente certificano che quei visitatori abbiano vissuto e conosciuto Corigliano-Rossano».

«Il turismo non può essere considerato soltanto come un numero di camere occupate. Un vero sistema turistico deve generare economia diffusa, presenze nei luoghi, consumi, esperienze e conoscenza del territorio», aggiungono i Comitati.

L’assessorato al Turismo e le scelte dell’Amministrazione

Nel mirino finisce anche la gestione politica della delega al Turismo e la permanenza dell’Assessore Costantino Argentino. «Non discutiamo la persona – precisano i referenti di Futuro Nazionale – ma poniamo una questione esclusivamente politica e amministrativa. Dopo tanti anni riteniamo legittimo chiedere quale sia il bilancio dell’azione dell’assessorato e quali siano stati i risultati concreti prodotti sul piano della strategia turistica».

«Qual è la ragione – si chiedono – per cui il Sindaco ha scelto di confermare per una seconda legislatura la stessa impostazione? Quali obiettivi sono stati raggiunti? Quale programmazione pluriennale è stata realizzata? Quali nuovi mercati turistici sono stati conquistati? Quali tour operator sono stati coinvolti?».

«Non basta organizzare qualche evento o qualche concerto, per quanto possa essere apprezzato dal pubblico. Un cartellone di spettacoli non coincide automaticamente con una politica turistica. Il turismo è programmazione, promozione, infrastrutture, servizi, accoglienza, mobilità, comunicazione e capacità di vendere il territorio».

«Il turismo di qualità si costruisce, non si aspetta»

«Abbiamo una città che possiede un patrimonio straordinario e che potrebbe diventare una delle principali destinazioni della Calabria. Abbiamo il mare, due centri storici, un patrimonio culturale e religioso significativo, tradizioni, produzioni enogastronomiche, paesaggi montani e un territorio capace di offrire esperienze diverse durante tutto l’anno», proseguono i Comitati.

«Eppure – continuano – continuiamo a comportarci come se il nostro compito fosse semplicemente aspettare che il turista arrivi. Non funziona così. Bisogna andare a cercarlo, intercettare i mercati, costruire pacchetti, creare accordi con tour operator e agenzie di viaggio, promuovere soggiorni tematici e destagionalizzare davvero».

Secondo i Comitati proprio la destagionalizzazione rappresenta una delle grandi occasioni mancate: «Quest’anno stiamo assistendo a un aumento significativo di quella che potremmo definire la componente dei cosiddetti “turisti settembrini”, complice anche il caldo e la ricerca di periodi meno costosi e affollati. Ma mentre in altre località della Calabria e nella vicina Puglia continuano ad arrivare immagini e video di luoghi pieni di visitatori, con una programmazione che prosegue anche a settembre, a Corigliano-Rossano sembra che la stagione sia già terminata».

Per Futuro Nazionale è proprio questo il paradosso: «Nel momento in cui il mercato ci offre un’opportunità di destagionalizzazione, noi abbiamo già spento i riflettori».

«Rompiamo la logica del volemose bene»

I Comitati non nascondono che affrontare questi temi significhi anche rompere una consuetudine. «A Corigliano-Rossano esiste una logica che spesso porta a non dire le cose con chiarezza. Ci si conosce tutti, si è amici, si hanno rapporti personali e alla fine prevale il “volemose bene”. Ma una comunità cresce quando riesce anche a discutere, criticare e confrontarsi senza trasformare ogni osservazione in un attacco personale».

«Noi vogliamo spezzare questa logica. Si può essere amici e, allo stesso tempo, avere opinioni politiche diverse. Si può stimare una persona e contestarne l’operato amministrativo. La politica, quando è seria, deve avere il coraggio di fare anche questo».

L’obiettivo, spiegano i Comitati, non è dunque quello di demolire, ma di spronare: «Non abbiamo interesse a raccontare una città che non esiste. Abbiamo invece interesse a far ripartire una città che, dal punto di vista turistico, possiede potenzialità enormi ma ancora largamente inespresse».

«Le infrastrutture strategiche che mancano»

Secondo i Comitati, il Sindaco Stasi dovrebbe dire alla città come sono stati usati i 16 milioni di euro erogati dallo Stato come premio alla fusione. Per Futuro Nazionale sarebbe stato prioritario dotare Corigliano-Rossano del lungomare che unisce Sant’Angelo a Schiavonea, definito «opera strategica ormai indispensabile per la crescita anche turistica del territorio», al di là del breve tratto che potrebbe realizzare l’Enel.